Presentazione semi seriale…

Cosa dire di me? Donna, lavoratrice, mamma, giovane matura quanto basta, single non per scelta, ahimè a volte il destino gioca più veloce di noi, ma per uno strano allineamento di astri. Disillusa dall’amore, o meglio da quella parvenza di tale siffatta parola che in maniera tanto aulica viene pronunciata da molti dopo una sola serata di sano sesso. Ho smesso già da tempo di credere nel principe azzurro e nelle principesse che debbano obbligatoriamente essere salvate. Rivendico con passione le ragnatele della mia vagina preferendole di gran lunga a spazzini dell’ultima ora. Sono fiera di non essere maschio e detesto la rivendicazione di molte donne alla parità dei sessi. Trovo francamente che il voler paragonarsi al “sesso forte” sia svilente per la mia dignità di essere femminile pensante. Poi di forte gli uomini hanno solo i muscoli, vorrei vederli francamente ad ogni mestruazione o al momento del parto nella loro virile, forte, cruenta mascolinità. Anche sui muscoli avrei da obiettare essendo convinta che il muscolo più forte sia il cervello e qui purtroppo, in questo Social-secolo, di carenze di spinaci ne vedo da tutti i lati senza distinzioni di età, sesso o religione. Sono mille persone in una e a volte non ne sono stata nessuna. Ho l’animo che sa essere di pietra o di burro. Mi sono reinventata mille volte e mille volte sono caduta. Ho fatto mille lavori ma il più duro, complesso e meraviglioso è quello di essere mamma e per chi come me sa cosa intendo regalo questo mio piccolo semi serio, probabilmente inutile o forse banalmente necessario, manuale di sopravvivenza della mamma single.

N.b. Il mio non è femminismo ma cinico realismo!

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