Lo SMA 3000

Se rinasco voglio assolutamente farlo nei panni di un inventore!
La mia prima invenzione?
Il Super Mega Aspirator 3000!
Lo SMA 3000 nasce per le esigenze del genitore moderno, soprattutto di quelli mono muniti di se stessi, a volte anche se sono in coppia.
Parlo con voi cari genitori!
Dopo una dura giornata di lavoro, solitamente trovate il pavimento della vostra dimora trasformato nel campo di una efferata battaglia?!?
Magari nel breve lasso di tempo che avete di chiudere la porta e rigirare lo sguardo?
Parlo soprattutto a voi genitori che come me non avete una stanza da dedicare al vostro pargolo.
Sapete bene che in questa spiacevole situazione la guerra dei giocattoli supera ogni barriera e confine estendendosi anche nei Regni delle Cucine o nelle Regioni del grande wc.
Lasciate ogni speranza or dunque voi che entrate!
Per voi genitori che pretendete di avere un minimo spazio per poter posare i piedi!
A voi genitori che osate chiedere di togliere qualche giocattolo da terra e solitamente sentite accampare al vostro pargolo le più astruse scusanti per esimersi dall’ingrato compito.
Avrà qualche dolore!
Improvvisi colpi di sonno letargico.
Qualsiasi cosa pur di non togliere da terra i suoi amati giocattoli.
In fondo, cosa vuoi che sia caro genitore?
I pargoli vogliono il nostro bene, farci tornare bambini.
Volete forse mettere il giocare alla gimcana?
Il brivido del salto all’ostacolo?
I salti con doppio avvitamento mortale evitando mura e mobili?
Essi vogliono mantenerci in forma!
Allenare il nostro spirito di sopravvivenza!
In fondo per arrivare in cucina bisogna avere muscoli e mente sana per evitare di fracassarsi qualcosa mettendo un piede in fallo, rappresentato ormai nella forma di monopattino!
Genitori allenati a trovare ogni appiglio per non toccare terra.
Anche perché a terra, diciamocela tutta, non vi è neanche un millimetro quadrato dove poter appoggiare il piede.
Se poi si è in estate e i piedi sono nudi, beh! la cosa è vivamente sconsigliata da tutte le associazioni di tutela del genitore.
Amici e colleghi!
Se vi sentite ormai sufficientemente allenati e volete riappropriarvi dei vostri spazi…
Comprate lo SMA 3000!
(E ripeto, vorrei davvero essere un inventore per poterlo creare. Se qualche inventore mi sta leggendo cedo volentieri l’idea in cambio del primo modello)
Non appena il pargolo inizierà ad argomentare del perché non può togliere da solo i suoi giocattoli da terra, dopo averli lanciati fuori in ordine sparso e dopo che voi siete al termine di un’intera giornata di lavoro…
Caro genitore!
Ecco la soluzione!
Basterà semplicemente tirare fuori il vostro SMA 3000
Accendere il tasto on e come per magia, il vostro pavimento tornerà a brillare.
Dotato di comodo tubo stile aspiratore industriale e di gigantesco sacco nero per il contenimento dei giocattoli!
Venghino signori, venghino! Comprate il Super Mega Aspirator 3000!
Dopo la prima accensione, vi assicuriamo, avrete figli che diverranno più disciplinati vedendo sparire i loro giochi.
Rischiate solo di usarlo poche volte…
Gli amati pargoli potrebbero poi riporre senza capricci i loro averi nelle apposite sedi.
Lo SMA 3000 è un prodotto garantito dall’Associazione di tutela del genitore in mens e corpore sano.

I Beneamati Gruppi delle mamme…

Che bello vivere in un’era digitale!

Poter sentire, vedere le persone che si amano anche a distanze notevoli.

Potere solo con un click conoscere ed avere a disposizione tutto lo scibile umano.

Poter interagire con il mondo attraverso scritti, foto, dipinti, video e tutto ciò che ci balena in mente.

Che bello poter in un attimo, comunicare ogni nostro pensiero.

Sì! Che bello!

Sì, che bello conoscere in un istante tutto ciò che passa per la testa a tutti in ogni momento!

Che bello?

Ecco, perdonatemi ma al di là di indubbi vantaggi donatici dalla tecnologia ve ne sono alcuni che davvero non sopporto.

Non starò qui ad elencare tutte le cose positive che esistevano prima.

Anche se a dirla tutta erano davvero parecchie…

Nonostante non avessimo telefonino.

Soprattutto perché non avevamo il telefonino.

Con gli amici comunque riuscivamo sempre ad incontrarci.

Bastava citofonare e la persona solitamente arrivava o salivi tu da lei/lui.

Questa non era la regola perché la norma prevedeva incontri, ad orari prestabiliti già all’alba dei tempi, ai quali tutti eravamo allineati.

Stessa cosa per il luogo prescelto degli incontri per tappe ed ad età prestabilite.

Se lontani la tecnologia Pre-internettiana prevedeva l’uso di splendidi telefoni a gettoni.

La poesia della cabina telefonica occupata…

L’attesa fuori che l’occupante finisse la telefonata, ad ogni ora del giorno o della notte, con ogni tipo di condizione meteorologica.

Ci fosse freddo, vento, gelo, gran caldo.

L’attesa valeva sempre la pena perché poi la cabina telefonica rappresentava sempre un riparo.

Si entrava con le tasche pesanti di monetine e gettoni tintinnanti, almeno prima della grande invenzione della scheda telefonica, e si usciva leggeri come l’aria.

Certo, non mancavano le scomodità.

Come quando si finivano i gettoni o come detto in tempi successivi la scheda.

Solitamente proprio nel momento clou della conversazione.

Ma indubbiamente anche questo aveva il proprio fascino, come il poter immaginare con la fantasia il proseguo della conversazione stessa, il che probabilmente spesso era anche la cosa migliore.

Esistevano poi le lettere e le cartoline e la gioia immensa di ricevere la visita del postino.

Ora si spera, almeno io lo spero, che il postino si dimentichi di noi il più possibile, avendo perlopiù con sé raccomandate o fatture scomode.

Per parlare esistevano anche metodi diretti.

Come?

Le chiacchierate Vis to vis erano un must.

Ma soprattutto, lasciatemelo dire, per la fortuna delle nostre mamme e nonne, beate donne, non esistevano le famigerate chat di WhatsApp!

Alzi la mano la mamma che avendo figli, dall’asilo in poi, non ha almeno una volta detestato il suono del messaggino in arrivo nella affollatissima chat delle mamme, piene di inutili messaggi ed informazioni.

Per ogni momento e per qualsiasi ragione arriva un messaggio.

Attenzione, mi spiego meglio, sono lieta di avere uno strumento che mi permetta di ricevere foto o informazioni importanti sulla mia pargola.

Ma…

Credetemi! E qualsiasi mamma me ne darà ragione, per la maggior parte delle informazioni che vengono condivise rimpiango il buon vecchio piccione viaggiatore.

Almeno ogni tanto non arrivava a destinazione, poteva anche fermarsi a mettere su famiglia con qualche brava picciona.

Per molti di questi messaggi avrei di certo evitato di avere informazioni praticamente superflue, inutili e che creano solo il pensiero triste rivolto a tutte quelle parole così martoriate in una semiotica ridondante e vana.

Son tutte belle le mamme del mondo e son belli anche tutti i bimbi del mondo.

Ma mentre lavoro o anche se sono semplicemente in relax ricevere messaggi continui del come dovrebbero mangiare i vostri bambini o dei loro movimenti intestinali o di qualsiasi altra informazione intima e privata… Francamente… Francamente me ne infischio!

Non solo, mi chiedo perché vi era un tempo nel quale ai genitori era permesso di mandare i figli a scuola e di affidarli agli insegnati, nel proseguo di una educazione nella quale il genitore metteva bocca il giusto e ora invece dobbiamo assumere il ruolo del Grande Inquisitore!

Nel benedetto gruppo ogni genitore è scienziato, letterato, artista, storico, sociologo e capace di giudicare l’operato dell’educatore e sopra tutto i suoi errori di insegnamento.

Colpevoli!

Secondo alcuni perché insegnano ai bambini con una visione troppo cattolica.

Per altri invece l’insegnamento è troppo ateo.

Per altri è troppo una via di mezzo.

E giù e giù, argomentazioni su argomentazioni, dibattiti, messaggi su messaggi di ciò che non ha il minimo interesse né pertinenza.

E giù, giù sproloqui su insegnati ed altri genitori.

E giù, e giù luoghi comuni, paure inesistenti e momenti da paladini contro le scorrettezze vere o presunte.

Per fortuna in questi gruppi esistono genitori, mamme in realtà, perché ora che ci rifletto i cari padri si defilano dall’ingrato compito tanto è vero che i gruppi sono sempre intitolati alle madri…

Ad esempio Gruppo Mamme elementari Pozza Buzzone, o Mamme dell’asilo Cinci Facini.

E i padri… padri dove siete?!?

Comunque dicevo che per fortuna esistono mamme sagge che tentano di parare colpo su colpo i vaneggiamenti fintamente ormonali della buona maggioranza del gruppo.

Solitamente le poverine desistono rifuggendo in degne ritirate e richiudendosi in dignitosi silenzi.

Ebbene sì, appartengo anche io alla categoria.

Ho subito messaggi su messaggi sino a quando non ho scoperto due funzionalità essenziali:

Messaggi silenziosi.

Cancellazione degli stessi in automatico.

Posso assicurarvi che ora che mantengo solo i messaggi con una certa rilevanza, il mio telefono ringrazia e si sente più leggero e felice.

Ma non posso fare a meno, perdonatemi la franchezza, di rimpiangere i bei tempi quando si poteva semplicemente evitare le riunioni di classe.

God Save La Tecnologia!

La grande Università del Giudizio Universale

Ormai sono sicura.

È ufficiale!

Vi annuncio con gioia la creazione di una nuova università che per fortuna di noi istituzionalizza una figura da noi tutti incontrata almeno una volta nella vita.

Il giudicatore seriale con specialistica in dispensazione di buoni consigli.

Quando poi si ha un bimbo i frequentatori di tali università, spuntano come lumache dopo la pioggia.

In realtà quando si hanno figli In generale siano essi piccoli o grandi ed anche se non si hanno.

Ho potuto notare più volte che il loro sommo sapere non conosce limiti di alcun tipo, figuriamoci quindi quello dell’età.

Solitamente iniziano loro missione Divina dalla nascita dei pargoli.

Appena questi pronunciano il primo Nghé! essi conoscono, come se gli venisse rivelato dalla palla di cristallo, tutto ciò che sbaglierai con la prole ed ovviamente conosceranno già la soluzione più adatta ad ogni necessità.

Chiaramente per la legge del bastian contrario per queste persone tu genitore sarai sempre in difetto.

Essi non conoscono, come già detto, alcun limite.

Se non sono genitori poco importa saranno comunque tuttologi ed onnisciente avendo letto in qualche dove quella o questa notizia ed informazione che tu davvero non puoi conoscere, o comunque le loro fini menti superiori conoscono la via retta ed illuminata.

Se poi loro stessi sono stati i genitori…

Oh beh! Allora…

Rullo di tamburi!

Suono di orchestra!

Mettiti pure comodo perché la sinfonia avrà inizio.

Se darai il ciuccio

Il ciuccio è DELETERIO per lo sviluppo della mandibola.

Se non darai il ciuccio

Oh povera te! Come farai poi senza ciuccio! Dovrai tenerlo sempre in braccio e coccolarlo!

Orrore!

Se avrai deciso di dare il ciuccio e sarai oltre il primo anno

Ora come farai a toglierglielo!?! Dovevi pensarci prima o mettigli su peperoncino, dentifricio, o deiezioni varie.

No Comment!

Se lo toglierai troppo presto

Oh mio Dio! Potresti creare seri traumi al tuo bambino! Togliergli il ciuccio così, proprio ora!

E così via e via per tutto l’arco della crescita dei nostri bimbi.

Stai pur sicuro che ogni loro tappa avrà argomenti validi di discussione.

Ovviamente l’università forma anche per consigliare soprattutto le giovani, o meno giovani non importa, perché pur sempre inesperte madri per qualsiasi evenienza.

Lavoro, relazioni e tutto ciò che è nello scibile umano potranno essere oggetto di consiglio, non richiesto e/o di giudizio.

Ad esempio se la genitrice è felicemente sposata sarà un tripudio di consigli per mantenere felice il consorte dopo la nascita del bimbo, più o meno imbarazzanti.

Se la “sventurata” ha un compagno allora vi sarà un vero e proprio manuale di consigli con giudizi di vario tipo e colore sulla sua moralità.

Se nel corso della sua vita avrà qualche screzio con il congiunto, giù a dirle frasi da loro tanto amate come: “te l’avevo detto”.

Se lo stesso per una ragione o un’altra cambierà rapporto o verrà a mancare nel percorso della vita della puerpera allora darà vero pane per i loro denti tanto da poter tirare fuori la loro Bibbia Sacra del Consiglio Supremo.

Non pensiate comunque voi single imberbi e senza alcuna idea di mettere al mondo eredi o di sposarvi che sarete risparmiati…

Tutti voi là fuori tenetevi pronti perché l’università conta ormai milioni di laureati e sappiate che ce n’è uno già pronto che aspetta proprio Voi!

Nostalgia canaglia

Il lockdown, periodo stressante, pieno di paure ed incertezze per il futuro ma, lo ammetto, per chi come me ha continuato a lavorare ha avuto qualche piccolo risvolto piacevole in mezzo a tanto dolore.

Devo fare una premessa….

Vivo in un luogo dove il codice della strada è uno strano termine che non appartiene alla maggior parte della popolazione.

Mi spiego meglio, se in tutta Italia notoriamente in assenza di stop ad un incrocio passa prima chi ha la destra libera e poi gli altri in senso orario qui… rombo di motori, sguardi assassini occhi negli occhi e il più coraggioso ed impavido passerà.

Ecco, non essendo di qui originaria ancora sento particolarmente lo stress dell’autista ligio al dovere civico che mette le frecce, si ferma agli stop o a far passare i pedoni. Solitamente quindi quando guido, il mio sottofondo musicale sono i clacson degli altri soldati della strada e insulti dal più banale al più colorito e anzichenò interessante.

Non parliamo poi dei parcheggi.

Mentre gli altri alla vista di due centimetri quadrati liberi riescono ad inserire anche auto stile limousine, non curandosi se questi si trovino in curva, su strisce pedonali, passi carrabili o sui piedi di qualcuno, io sarei capace di girare ore ed ore a cercare il parcheggio perfetto.

Da qui nasce la mia esigenza di partire con notevole anticipo se ho degli impegni ad un orario specifico per poter tranquillamente trovare il posto giusto anche se lo stesso si dovesse trovare a chilometri di distanza dal luogo dell’appuntamento.

Tutto ciò potrebbe anche andare bene in giornate primaverili con temperature gradevoli e senza acquazzoni all’orizzonte, ma vi assicuro che farlo in altri periodi dell’anno ha degli svantaggi davvero notevoli.

In un paio di occasioni, forse anche più di un paio, ho maledetto la mia mentalità zelante, guardando, a dire il vero, con una certa invidia coloro che parcheggiavano con un certo savoir-faire le loro macchinone nei luoghi più impervi scendendo perfettamente sistemati dai loro veicoli mentre io ansimavo per la maratona appena affrontata.

E come d’incanto durante il lockdown lo stress della guida non esisteva più.

Le strade deserte, le rondini che cinguettavano allegre e i fiori colorati che facevano capolino dagli angoli delle strade. Almeno questo è il mio ricordo un po’ fiabesco e colorato ma essendo stato un periodo di favole, cartoni e giochi vari per ore ed ore, sette giorni su sette, potrebbe anche darsi che il mio ricordo non sia esattamente realistico ma frutto di una mente sull’orlo dell’esaurimento da animazione spinta.

Chilometri e chilometri di parcheggi disponibili, nessun clacson ma al limite la musica della mia macchina a tutto volume con relativa folle, io per intenderci, che cantava a squarciagola.

Almeno di giorno, perché al calar della sera tutto sembrava più spettrale e nella mente ai cartoni si sostituivano milioni di scene di film apocalittici, tanto che mi sono chiesta più volte per quale diamine di motivo ne ho guardati così tanti in vita mia.

Dalla serie, di giorno non ci penso e appare tutto bellissimo, la notte paura, tanto che alla fine sognavo anche il momento di rivivere quei momenti folli in mezzo al traffico.

Quando finalmente arrivò il gran giorno ferma in coda, dopo i primi colpi gentili di clacson da mea culpa, ero rea di essermi fermata a quel semplice avvertimento che in altri luoghi nominano stop, dopo le prime macchine e motorini che mi tagliavano la strada, cominciai a rivedere con gli occhi del cuore le strade sgombre e dimenticando le brutture del periodo, nel mio pensiero cominciai ad udire solo dolci note: “Nostalgia, nostalgia canagliaaa”

L’inizio dell’unico caso di sindrome dell’uscita della capanna, degli altri!

Grazie ai dottor Stranamore

Quando si è donne e si è single tutti credono di doverti difendere.

Correzione

Quando si è donne e si è single c’è chi crede di essere in diritto di diventare il nostro paladino, non richiesto ed invadente.

Una donna non sa cavarsela da sola in fondo…

Come? Ma davvero? Ma stiamo scherzando?

Sono donna, lavoro ed anche se pagata meno dei miei colleghi maschi (ebbene sì ahimè questo è uno scoglio difficile sul quale però non ho intenzione di arenarmi), posso permettermi ciò di cui la mia bimba ed io abbiamo bisogno.

Sono Mamma con la m maiuscola e non perché donna sono meno autoritaria quando serve con mia figlia.

E quando dico autoritaria che nessuno osi pensare che io sia più vicina ad un uomo che ad una donna.

Affermo a gran voce la mia femminilità e quando qualcuno dice, sei una donna con le palle allora mi girano davvero ma quelle universali e cosmiche… Al limite, sia chiaro, sono una donna con le ovaie al quadrato!

Spesso mi dicono che DEVO rifarmi una vita, ovviamente in ciò non intendono che dovrei lavorare sui miei addominali.

Una donna senza un uomo appare come troncata ma mi chiedo, anzi chiedo a voi che affermate ciò, non vi sembra indicativo che le donne più longeve del mondo e della storia siano state per anni e anni e anni single?

Ecco, con ciò non voglio dire che escludo aprioristicamente l’idea di poter avere qualcuno accanto in un futuro ma mal sopporto questa idea comune che l’equazione sia così ovvia e scontata.

Ci si può completare anche soli, anzi credo fermamente che prima bisogna essere un tutt’uno con sé stessi e poi si possa avere una relazione equilibrata con un’altra persona.

Quindi invio un messaggio a tutti coloro che vogliono giocare al Dott. Stranamore con me.

Vi ringrazio, ringrazio davvero tutti di cuore! Ecco perché appena troverò la mia mela per formare con me un bel melone sarete i primi a riceverne lieta comunicazione. Sino a quel momento lasciate gentilmente ogni speranza voi che tentate.