Sinfonia n° 1 – Parte seconda

Il vento passava in mezzo alle fronde degli alberi del lungomare, le sembrava quasi di sentirle ridacchiare mentre Eolo faceva loro il solletico.

Frusccc, fruscc, sussurravano contente.

Toc! Toc! Toc! Toc! Strussssccc… Toc! Toc! Toc! Toc! Strussssccc… Toc! Toc! Toc! Toc! Strussssccc…

Continuava a camminare.

Intanto pensava a come in fondo tutto possa diventare musica, anche i pensieri.

Dall’altro lato della strada ecco arrivare una nonnina con il nipote stretto alla mano.

Sembrava così anziana, con le rughe così profonde che sembravano quasi baciarle quegli occhi chiari, limpidi e profondi come il mare.

Chissà quanti racconti, quante emozioni ed avventure, quante immagini si erano impresse in fondo a quelle pupille, nere come l’infinito.

Il bimbo saltellava accanto a lei e il sorriso ampio e solare la contagiò con la sua allegria.

Passarono accanto a lei lievi e delicati e nella mente le venne in mente una giornata di musica, tanti anni prima, quando ancora era una pargoletta.

Ecco le note, il suo primo canto corale, l’Inno alla gioia! Cominciò a canticchiarlo fra sé e sé e in men che non si dica si trovò di fronte alla sua meta.

Spinse la porta a vetro che produsse un lento fruscio e il campanello sopra di esso tintinnò festoso.

Solo un leggero parlottio di sottofondo a seguire la sua scelta del prodotto adatto, della sua scusa in realtà per intraprendere quel piccolo percorso nelle stradine del quartiere.

Ed ecco un suono squillante!

Una risata cristallina come un suono di allegri violini risuonò nell’aria.

Sorrise fra sé e sé, quel suono per un attimo l’aveva riportata alla realtà del momento, immersa come era in quel suo viaggio interiore.

Due chiacchiere leggere come la brezza con il negoziante, di quelle che fanno bene all’animo e via di nuovo fuori dalla porta.

Dlin-dlin!

Salutò il campanello sopra l’uscio.

Toc! Toc! Toc! Toc! Strussssccc… Toc! Toc! Toc! Toc! Strussssccc… Toc! Toc! Toc! Toc! Strussssccc…

Suonavano i tacchi sull’asfalto…

Frusccc, fruscc…

Conversavano con il vento le foglie.

Scrrrr, scrrrr, scrrrr…

Intonavano le onde…

Cri, cri, cri

Cantavano da lontano i grilli.

Sospinta dalla sinfonia del mondo, in una danza leggera si trovò di nuovo di fronte all’ingresso della sua casa.

Clunck!

Chiudendo la porta dietro di sé la sua bocca si allargò in un sorriso di gioia.

Era stato davvero un bel viaggio!

Sinfonia n° 1 – Parte prima

“Diamine!” pensò chiudendo la porta dietro di sé “L’aria è davvero pungente! Credere che fino a qualche ora fa sembrava di essere in primavera”.  Incominciò a camminare. Quel se pur breve tragitto dalla casa alla posta le sembrava ricco di sorprese. Eppure nulla intorno, per un occhio non esperto, sarebbe parso anche minimamente interessante.

“Perché mai ho messo questi tacchi!” rimproverò a sé stessa “Di certo un bel paio di scarpe da tennis sarebbero state l’ideale”. Pensò mentre percorreva quella stradina piena di buche sulle quali le sembrava di fare equilibrismi notevoli per non ritrovarsi con le terga ben piantate sull’asfalto.

Girando l’angolo si trovò nella via principale. Certo che sicuramente quella stradina di principale non aveva un bel niente. Neanche un’anima passava, neanche una piccola macchina. Continuò a camminare.

Toc! Toc! Toc! Toc! Strussssccc… Toc! Toc! Toc! Toc! Strussssccc… Toc! Toc! Toc! Toc! Strussssccc…

Ascoltava il suo passo. Cadenzato e sempre uguale, anche nella scivolata del piede destro. Quasi un ritmo incalzante che si ripeteva costante. Continuò ad ascoltare e mantenendo rilassata l’andatura la musica della sua camminata non presentava mutamenti.

Ma ecco un cagnolino scodinzolante catturò la sua attenzione. Sembrava velare leggero sul marciapiede. Con passo deciso percorse la strada e scomparve all’interno di una piccola bottega di alimentari.

“Forse avrà dimenticato il latte” si disse con un sorriso ironico. Percorse quasi in un baleno quei pochi metri che la separavano dal negozio. Era decisamente curiosa di vedere cosa stesse facendo quel piccolo quadrupede dal musino simpatico.

Appena arrivata lo vide là, beatamente seduto, aspettando un non specificato nonsoché. Si voltò un secondo, sentendola passare, e rimise il nasino attaccato al vetro.  Non calcolò neanche la mano di lei protesa per farsi annusare. Liggio al suo canino dovere di attesa di un qualcosa il cui segreto era ben custodito in quei occhietti neri e vispi.

“Pazienza” rimuginò lei “Magari avremo un’altra occasione per fare amicizia”. Ricominciò il suo piccolo viaggio.

Poco più avanti, sul cornicione di una casa, facevano bella mostra di sé dei sassi. Erano di diverse dimensioni ma sistemati con tale cura da sembrare l’opera di un artista o forse chissà di un mago che li avevi lì posti per un qualche rituale di protezione per sé ed i suoi cari. Vi erano sassolini bianchi, altri neri e rossi e tutti avevano qualcosa in comune, erano stati portati lì sicuramente dalla spiaggia che era di fronte, testimoni silenziosi di avventure mirabolanti o semplicemente delle chiacchiere dei bagnanti.

Il mare! Eccolo! Si udiva! Con quella voce calma e strascicante, sempre uguale, ritmica ma in fondo così diversa ad ogni nota. Un canto soave che raggiunge anche la più recondita parte dell’essere.

Sarà stato il canto del mare ad affascinare il buon Ulisse, non le sirene ma il mare stesso che richiama a sé coloro che non possono fare a meno di amarlo di amore così profondo e viscerale come quello che una madre prova per il frutto di sé.

(Fine prima parte)

Il letto ad allungamento molecolare

Genitori! Amici e colleghi di genitorialità!

Preparatevi!

Presto su questo schermo il letto del domani!

Il letto che finalmente ci garantirà il meritato riposo!

Il letto che ci permetterà di non tremare davanti alla frase tanto temuta…

“Posso dormire con te?”

L’unico letto capace di allungarsi ed allargarsi a dismisura solo al tocco del genitore in cerca di un fazzoletto di materasso libero per potersi lasciare andare nelle braccia di Morfeo!

Eccolo è lui! L’unico materasso al mondo a moltiplicazione molecolare!

A prova di ogni bambino!

Genitori non passerete più alcuna notte insonne!

Non avrete più piedi che arrivano in ogni vostra zona vitale!

Non dovrete più rifugiarvi ai piedi del letto!

Non servirà più dormire in piedi come i cavalli nell’unico centimetro libero lasciato dai vostri figli!

Non dovrete più temere incursioni notturne volte a turbare il vostro sonno!

Il letto ad allungamento molecolare costruirà del nuovo materasso per voi in base ai vostri movimenti!

Il letto può inoltre essere dotato di comodo scivolo notturno per uno spostamento sicuro ed indolore verso la cameretta del pargolo.

Il letto ad allungamento molecolare è un prodotto garantito dall’Associazione di tutela del genitore in mens e corpore sano.

Affrettatevi genitori! Il letto è ad edizione limitata!

La legge inversa del risveglio

Da quando sono diventata mamma una domanda ha, in maniera sempre più assidua, fatto capolino nella mia mente.

Credevo fosse una leggenda

Esagerazioni dei genitori.

Una sorta di favola dalla morale che mi sfuggiva.

Invece è Realtà.

Ancora non riesco a spiegarmi per quale assurda legge dell’inverso i bambini abbiano delle regole per i risvegli opposti a quelli genitoriali.

Risveglio nei giorni scolastici:

Riconoscibili dalla cosiddetta Sindrome della Bella Addormentata.

Solitamente nessun principe o principessa, magia, rito riescono in alcun modo a turbare il sonno degli amati pargoli.

Personalmente ho tentato tutte le strade.

Ho provato il risveglio dolce con baci e parole dolci…Nulla!

Musica a tutto volume… niente!

Saltare sopra il letto cantando a squarciagola… ancora nisba!

Gong piazzato nell’orecchio dell’amato pargolo… neanche!

Nessun suono umanamente concepibile sembra turbare il loro sonno beato sonno.

A volte l’unico segno di una sorta di ripresa dall’onirico torpore è nella frase…

“Ho sonno, ancora un pochino…”

Inutile pregare il rampollo spiegando loro che esistono orari da rispettare

Non gli interessa né in minima né in larga parte.

Per mia esperienza esiste un’unica soluzione… buttarli giù dal letto, portarli o trascinarli sotto l’acqua corrente e infilargli i vestiti.

Risveglio del fine settimana:

Riconoscibili dalla Sindrome di Iperattività fastidiosa compulsiva:

Nell’agognato fine settimana

Quei giorni sognati tutta la settimana in cui già pregustiamo di aver un pochino di riposo supplementare, dopo giorni passati a dormire cinque/sei ore per notte.

Dopo giorni nei quali la sveglia è suonata inesorabile senza perdere neanche un minuto…

Pensate forse che l’amato pargolo dormirà come ama fare dal lunedì al venerdì?

Certo che no!

Ecco che egli già di buon mattino, prima ancora che canti il Gallo, salta su dal giaciglio come molla, arzillo, pieno di energia e di voglia di parlare…  ovviamente con voi!

A nulla vale la nostra preghiera di rimettersi a dormire, di concederci solo un altro piccolo, piccolissimo minuto…

Adotteranno ogni stratagemma per farci pesantemente alzare dal letto e non risparmieranno nessuna arma contro il vostro meritato riposo.

Nessuno riesce a riposare se un figlio ha deciso che dobbiamo svegliarci.

In quei momenti si ripensa alle frasi di chi prima di te ha messo al mondo della prole all’annuncio della gravidanza:

“Ricordati…” quasi sibilato “da quando nascono non potrai più dormire. Dormi ora, ora che sei ancora in tempo”

Ridevo allora, ignara…

Invece ho capito che era reale e che il corpo per sopravvivere impara a ricaricare le pile anche solo in poche ore.

E nonostante vi siano momenti nei quali mi chiedo se e quando dormirò nuovamente per nove ore di fila non cambierei per nessuna dormita letargica al mondo Il motivo della mia insonnia.

Anche se con un occhio aperto ed uno chiuso e stanca all’inverosimile, pedalare su questa bicicletta è il regalo più bello al mondo.

Scuola o non scuola questo è il dilemma

In questo periodo post lockdown

Dopo aver pregato ogni divinità conosciuta affinché ogni scuola, di ogni ordine e grado riaprisse finalmente le porte…

Dopo aver passato mesi incollati a video lezioni o a materiali vari ed eventuali per insegnare e dilettare la nostra prole

Ora che si è deciso che l’evento tanto atteso finalmente si compirà

Che i genitori saranno finalmente liberi dall’incombenza di divenire anche insegnanti

Che finalmente per alcune ore i bambini o adolescenti saranno comodamente impiantati in istituto volto almeno a tentare una loro evoluzione

Ecco comparire come fantasma di sovrano il dubbio….

“Mascherina o non mascherina,

questo è il dilemma

I banchi singoli e l’amuchina sulla perigliosa strada

O montar su lo sciopero e lasciar deserta l’aula

E continuar a lasciar il beneamato figliolo a casa?”

Io mi chiedo, forse da sprovveduta

O Voi novelli Amleti dell’istruzione

Saremo anche d’accordo che di chiusure di un doman non v’è certezza.

Sono d’accordo che del piano dell’Azzolina nessun c’ha capito un’aciderbolina

Ma proprio voi sino a due giorni or sono andavate in spiaggia a due centimetri di distanza con perfetti sconosciuti

Voi che i vostri figli hanno danzato cosc to cosc con centinaia di altri ragazzi in discoteca

Voi che eravate talmente vicini al tavolo accanto al vostro mentre facevate l’aperitivo da poter fare cin cin con il terzo tavolo della fila dopo il vostro

Voi che vi siete accalcati in ogni dove senza che ci fosse un domani senza mascherina

Ora pontificate sulla sicurezza dell’andare a scuola.

Chiedo ordunque a voi amatoriali epidemiologi ormai perfetti cantanti da balcone

Potete certificare dunque, senza alcun difetto, che il virus non ama divertirsi ma ama l’istruzione?