In questo periodo post lockdown
Dopo aver pregato ogni divinità conosciuta affinché ogni scuola, di ogni ordine e grado riaprisse finalmente le porte…
Dopo aver passato mesi incollati a video lezioni o a materiali vari ed eventuali per insegnare e dilettare la nostra prole
Ora che si è deciso che l’evento tanto atteso finalmente si compirà
Che i genitori saranno finalmente liberi dall’incombenza di divenire anche insegnanti
Che finalmente per alcune ore i bambini o adolescenti saranno comodamente impiantati in istituto volto almeno a tentare una loro evoluzione
Ecco comparire come fantasma di sovrano il dubbio….
“Mascherina o non mascherina,
questo è il dilemma
I banchi singoli e l’amuchina sulla perigliosa strada
O montar su lo sciopero e lasciar deserta l’aula
E continuar a lasciar il beneamato figliolo a casa?”
Io mi chiedo, forse da sprovveduta
O Voi novelli Amleti dell’istruzione
Saremo anche d’accordo che di chiusure di un doman non v’è certezza.
Sono d’accordo che del piano dell’Azzolina nessun c’ha capito un’aciderbolina
Ma proprio voi sino a due giorni or sono andavate in spiaggia a due centimetri di distanza con perfetti sconosciuti
Voi che i vostri figli hanno danzato cosc to cosc con centinaia di altri ragazzi in discoteca
Voi che eravate talmente vicini al tavolo accanto al vostro mentre facevate l’aperitivo da poter fare cin cin con il terzo tavolo della fila dopo il vostro
Voi che vi siete accalcati in ogni dove senza che ci fosse un domani senza mascherina
Ora pontificate sulla sicurezza dell’andare a scuola.
Chiedo ordunque a voi amatoriali epidemiologi ormai perfetti cantanti da balcone
Potete certificare dunque, senza alcun difetto, che il virus non ama divertirsi ma ama l’istruzione?
