Tac, tac, tac batteva il suo cuore.
Eh sì, lo sentiva il suo cuore battere ma in quella oscurità non era più sicuro di nulla.
“Vivo mi sento vivo” pensava fra sé e sé “Ma se invece non lo fossi realmente, se il mio sentirmi esistente fosse solo una dolce chimera oppure semplicemente un ricordo rimasto nelle pieghe dell’universo?
Se io non fossi ora reale ma un ricordo della mia esistenza”
Continuava a pensare senza sosta.
In fondo cosa altro avrebbe potuto fare se non pensare.
“Magari il meccanismo è scattato, magari no…”
Per un attimo fermò il flusso della sua mente ed ascoltò.
Nessun suono, neanche lontano per fugare i suoi dubbi.
“Ed anche se fossi vivo, quale sarebbe il mio scopo? Forse solo dimostrare la verità di una realtà o del suo opposto?”
Era così intorpidito da quell’immobilismo fisico che neanche il suo corpo poteva rispondere più ai suoi quesiti.
“Chissà se il mondo continua ad evolversi o se piuttosto lo fa solo se lo guardiamo. Per me in fondo che sono chiuso qui, con l’unica compagnia di me stesso, tutto è uguale e statico”
Rimase di nuovo in perfetto silenzio… nulla!
“Arrivasse almeno qualcuno ad osservarmi” pensò “Questa agonia finirebbe. Almeno potrei così sapere cosa mi è successo, potrei saperlo davvero. Ma se invece la mia realtà fosse davvero non una ma almeno doppia. Chissà cosa starà facendo ora, a cosa starà pensando l’altro me ora. Chissà se la sua scatola sarò stata già aperta e chissà se il suo meccanismo è scattato oppure no”
Così pensava ed intanto il tempo passava senza sosta.
“Magari potessi fermare il flusso dei miei pensieri, magari, magari io sono solo pensiero, semplicemente un punto pensante in mezzo all’infinito flusso della vita… Chissà magari sono solo un pensiero nella mente di un uomo che immagina un gatto in una scatola e il suo destino”
