Oh Donna!

Oh Donna!

Donna sei madre

Donna sei moglie

Donna sei figlia di padre

Donna identità non avrai al di fuori del maschio.

Donna sei del focolare la dama

Ma servizievole e silente

Donna lavorare potrai

Ma all’uomo non equipararti

Non per fatica

Non per oneri

Ma per onori

Dimentica oh donna

Di essere umana

Pensante

O orrore verrai sbeffeggiata

Reclusa

Da folle trattata.

E sia follia!

Ti amo mia anima

Ti apprezzo pensante

O dolce, grande, affaticata

Donna che sei in ogni donna

La fatica sarà maggiore

Il sudore si confonderà con le lacrime

Ma Donna

Forte, decisa, amorevole

La vetta è lì che attende la tua mano

E nessuno mai togliere potrà

Il vivo fuoco di vita

Che in te arde in ogni momento

Ed in ogni luogo per l’eterno andare.

La grande Università del Giudizio Universale

Ormai sono sicura.

È ufficiale!

Vi annuncio con gioia la creazione di una nuova università che per fortuna di noi istituzionalizza una figura da noi tutti incontrata almeno una volta nella vita.

Il giudicatore seriale con specialistica in dispensazione di buoni consigli.

Quando poi si ha un bimbo i frequentatori di tali università, spuntano come lumache dopo la pioggia.

In realtà quando si hanno figli In generale siano essi piccoli o grandi ed anche se non si hanno.

Ho potuto notare più volte che il loro sommo sapere non conosce limiti di alcun tipo, figuriamoci quindi quello dell’età.

Solitamente iniziano loro missione Divina dalla nascita dei pargoli.

Appena questi pronunciano il primo Nghé! essi conoscono, come se gli venisse rivelato dalla palla di cristallo, tutto ciò che sbaglierai con la prole ed ovviamente conosceranno già la soluzione più adatta ad ogni necessità.

Chiaramente per la legge del bastian contrario per queste persone tu genitore sarai sempre in difetto.

Essi non conoscono, come già detto, alcun limite.

Se non sono genitori poco importa saranno comunque tuttologi ed onnisciente avendo letto in qualche dove quella o questa notizia ed informazione che tu davvero non puoi conoscere, o comunque le loro fini menti superiori conoscono la via retta ed illuminata.

Se poi loro stessi sono stati i genitori…

Oh beh! Allora…

Rullo di tamburi!

Suono di orchestra!

Mettiti pure comodo perché la sinfonia avrà inizio.

Se darai il ciuccio

Il ciuccio è DELETERIO per lo sviluppo della mandibola.

Se non darai il ciuccio

Oh povera te! Come farai poi senza ciuccio! Dovrai tenerlo sempre in braccio e coccolarlo!

Orrore!

Se avrai deciso di dare il ciuccio e sarai oltre il primo anno

Ora come farai a toglierglielo!?! Dovevi pensarci prima o mettigli su peperoncino, dentifricio, o deiezioni varie.

No Comment!

Se lo toglierai troppo presto

Oh mio Dio! Potresti creare seri traumi al tuo bambino! Togliergli il ciuccio così, proprio ora!

E così via e via per tutto l’arco della crescita dei nostri bimbi.

Stai pur sicuro che ogni loro tappa avrà argomenti validi di discussione.

Ovviamente l’università forma anche per consigliare soprattutto le giovani, o meno giovani non importa, perché pur sempre inesperte madri per qualsiasi evenienza.

Lavoro, relazioni e tutto ciò che è nello scibile umano potranno essere oggetto di consiglio, non richiesto e/o di giudizio.

Ad esempio se la genitrice è felicemente sposata sarà un tripudio di consigli per mantenere felice il consorte dopo la nascita del bimbo, più o meno imbarazzanti.

Se la “sventurata” ha un compagno allora vi sarà un vero e proprio manuale di consigli con giudizi di vario tipo e colore sulla sua moralità.

Se nel corso della sua vita avrà qualche screzio con il congiunto, giù a dirle frasi da loro tanto amate come: “te l’avevo detto”.

Se lo stesso per una ragione o un’altra cambierà rapporto o verrà a mancare nel percorso della vita della puerpera allora darà vero pane per i loro denti tanto da poter tirare fuori la loro Bibbia Sacra del Consiglio Supremo.

Non pensiate comunque voi single imberbi e senza alcuna idea di mettere al mondo eredi o di sposarvi che sarete risparmiati…

Tutti voi là fuori tenetevi pronti perché l’università conta ormai milioni di laureati e sappiate che ce n’è uno già pronto che aspetta proprio Voi!

Nostalgia canaglia

Il lockdown, periodo stressante, pieno di paure ed incertezze per il futuro ma, lo ammetto, per chi come me ha continuato a lavorare ha avuto qualche piccolo risvolto piacevole in mezzo a tanto dolore.

Devo fare una premessa….

Vivo in un luogo dove il codice della strada è uno strano termine che non appartiene alla maggior parte della popolazione.

Mi spiego meglio, se in tutta Italia notoriamente in assenza di stop ad un incrocio passa prima chi ha la destra libera e poi gli altri in senso orario qui… rombo di motori, sguardi assassini occhi negli occhi e il più coraggioso ed impavido passerà.

Ecco, non essendo di qui originaria ancora sento particolarmente lo stress dell’autista ligio al dovere civico che mette le frecce, si ferma agli stop o a far passare i pedoni. Solitamente quindi quando guido, il mio sottofondo musicale sono i clacson degli altri soldati della strada e insulti dal più banale al più colorito e anzichenò interessante.

Non parliamo poi dei parcheggi.

Mentre gli altri alla vista di due centimetri quadrati liberi riescono ad inserire anche auto stile limousine, non curandosi se questi si trovino in curva, su strisce pedonali, passi carrabili o sui piedi di qualcuno, io sarei capace di girare ore ed ore a cercare il parcheggio perfetto.

Da qui nasce la mia esigenza di partire con notevole anticipo se ho degli impegni ad un orario specifico per poter tranquillamente trovare il posto giusto anche se lo stesso si dovesse trovare a chilometri di distanza dal luogo dell’appuntamento.

Tutto ciò potrebbe anche andare bene in giornate primaverili con temperature gradevoli e senza acquazzoni all’orizzonte, ma vi assicuro che farlo in altri periodi dell’anno ha degli svantaggi davvero notevoli.

In un paio di occasioni, forse anche più di un paio, ho maledetto la mia mentalità zelante, guardando, a dire il vero, con una certa invidia coloro che parcheggiavano con un certo savoir-faire le loro macchinone nei luoghi più impervi scendendo perfettamente sistemati dai loro veicoli mentre io ansimavo per la maratona appena affrontata.

E come d’incanto durante il lockdown lo stress della guida non esisteva più.

Le strade deserte, le rondini che cinguettavano allegre e i fiori colorati che facevano capolino dagli angoli delle strade. Almeno questo è il mio ricordo un po’ fiabesco e colorato ma essendo stato un periodo di favole, cartoni e giochi vari per ore ed ore, sette giorni su sette, potrebbe anche darsi che il mio ricordo non sia esattamente realistico ma frutto di una mente sull’orlo dell’esaurimento da animazione spinta.

Chilometri e chilometri di parcheggi disponibili, nessun clacson ma al limite la musica della mia macchina a tutto volume con relativa folle, io per intenderci, che cantava a squarciagola.

Almeno di giorno, perché al calar della sera tutto sembrava più spettrale e nella mente ai cartoni si sostituivano milioni di scene di film apocalittici, tanto che mi sono chiesta più volte per quale diamine di motivo ne ho guardati così tanti in vita mia.

Dalla serie, di giorno non ci penso e appare tutto bellissimo, la notte paura, tanto che alla fine sognavo anche il momento di rivivere quei momenti folli in mezzo al traffico.

Quando finalmente arrivò il gran giorno ferma in coda, dopo i primi colpi gentili di clacson da mea culpa, ero rea di essermi fermata a quel semplice avvertimento che in altri luoghi nominano stop, dopo le prime macchine e motorini che mi tagliavano la strada, cominciai a rivedere con gli occhi del cuore le strade sgombre e dimenticando le brutture del periodo, nel mio pensiero cominciai ad udire solo dolci note: “Nostalgia, nostalgia canagliaaa”

L’inizio dell’unico caso di sindrome dell’uscita della capanna, degli altri!

Grazie ai dottor Stranamore

Quando si è donne e si è single tutti credono di doverti difendere.

Correzione

Quando si è donne e si è single c’è chi crede di essere in diritto di diventare il nostro paladino, non richiesto ed invadente.

Una donna non sa cavarsela da sola in fondo…

Come? Ma davvero? Ma stiamo scherzando?

Sono donna, lavoro ed anche se pagata meno dei miei colleghi maschi (ebbene sì ahimè questo è uno scoglio difficile sul quale però non ho intenzione di arenarmi), posso permettermi ciò di cui la mia bimba ed io abbiamo bisogno.

Sono Mamma con la m maiuscola e non perché donna sono meno autoritaria quando serve con mia figlia.

E quando dico autoritaria che nessuno osi pensare che io sia più vicina ad un uomo che ad una donna.

Affermo a gran voce la mia femminilità e quando qualcuno dice, sei una donna con le palle allora mi girano davvero ma quelle universali e cosmiche… Al limite, sia chiaro, sono una donna con le ovaie al quadrato!

Spesso mi dicono che DEVO rifarmi una vita, ovviamente in ciò non intendono che dovrei lavorare sui miei addominali.

Una donna senza un uomo appare come troncata ma mi chiedo, anzi chiedo a voi che affermate ciò, non vi sembra indicativo che le donne più longeve del mondo e della storia siano state per anni e anni e anni single?

Ecco, con ciò non voglio dire che escludo aprioristicamente l’idea di poter avere qualcuno accanto in un futuro ma mal sopporto questa idea comune che l’equazione sia così ovvia e scontata.

Ci si può completare anche soli, anzi credo fermamente che prima bisogna essere un tutt’uno con sé stessi e poi si possa avere una relazione equilibrata con un’altra persona.

Quindi invio un messaggio a tutti coloro che vogliono giocare al Dott. Stranamore con me.

Vi ringrazio, ringrazio davvero tutti di cuore! Ecco perché appena troverò la mia mela per formare con me un bel melone sarete i primi a riceverne lieta comunicazione. Sino a quel momento lasciate gentilmente ogni speranza voi che tentate.

Riflessioni su equazioni e atavici stimoli

Qualche giorno fa, due frasi nel giro della stessa conversazione, mi hanno dato modo di riflettere sull’essere umano, sulla sua psiche e natura, sugli atavici pensieri che sfiorano la sua mente e su quanto a volte in taluni soggetti, i pochi neuroni presenti nelle loro scatole craniche smettano di funzionare all’unisono precipitando così in un loop dove logica e ragione smettono di esistere.

L’Initium della conversazione fu la mia avvenenza, da quel che mi fu detto, e al fatto che dubbio alcuno non vi è che se una donna tenga a sé stessa ed alla propria immagine dietro vi sia sempre un uomo.

Primo ma.

Ma non credi che mi piaccia piacermi senza alcun bisogno che il mio piacermi piaccia ad un ipotetico altro?

Lì la prima scoperta, se sei bella non puoi essere single. Si compie, me ne spiaccio ma non ne ero a conoscenza, un vero delitto verso Madre Natura a lasciare che nessuno goda della tua, chiamiamola così, più intima essenza.

Il secondo quesito nacque spontaneo.

Devo quindi supporre che se sono bella devo per forza darla ma se fossi ahimè nata più simile ad un pitale sarei potuta anche stare beatamente e in pace in compagnia di me stessa medesima senza che nessuno si arrogasse il diritto di volermi per forza accoppiata con un essere qualsiasi ma necessariamente con cromosoma diverso dal mio?

Ma certo, rispose il mio interlocutore, è una legge di natura come il fatto che l’uomo è cacciatore e la donna debba essere dedita al focolare.

Dopo un rapido controllo alla data e all’ora sul mio telefono accertai inequivocabilmente di trovarmi ancora nell’Era Moderna e di non essere stile film, ripiombata nel medioevo o epoca pregressa.

L’uomo è cacciatore. Esattamente cosa si intende?

L’uomo, rispose ancora l’ignaro senza neanche pensare, di tradire ha pieno diritto perché il suo seme di certo non può sprecare. La donna invece è nata, anche se vuole lavorare per piacere ad un uomo solo e a badare al focolare.

Di certo la misura era colma ma presi un bel respiro e con lui continuai a dialogare.

L’uomo quindi risponde solo ad atavico istinto di procreare, converrai quindi con me che tu stesso riconosci superiorità neuronale fra uomo e donna?

O certo, iniziò quello, ma non lo feci continuare.

Ma certo, la donna in fondo usa la sua testa per dare vita al fuoco e a sopportare un sol uomo a volta, a meno che non si tratti di un figlio, l’uomo invece non si distingue a tal punto dall’animale che non si è evoluto ma che di solo istinto si nutre. Quindi dal tuo stesso dire di essere di pensiero inferiore c’è solo chi afferma a suo discapito che tu fosti fatto per viver come bruto e non intendi affatto praticar né virtù né conoscenza.