Oh Donna!

Oh Donna!

Donna sei madre

Donna sei moglie

Donna sei figlia di padre

Donna identità non avrai al di fuori del maschio.

Donna sei del focolare la dama

Ma servizievole e silente

Donna lavorare potrai

Ma all’uomo non equipararti

Non per fatica

Non per oneri

Ma per onori

Dimentica oh donna

Di essere umana

Pensante

O orrore verrai sbeffeggiata

Reclusa

Da folle trattata.

E sia follia!

Ti amo mia anima

Ti apprezzo pensante

O dolce, grande, affaticata

Donna che sei in ogni donna

La fatica sarà maggiore

Il sudore si confonderà con le lacrime

Ma Donna

Forte, decisa, amorevole

La vetta è lì che attende la tua mano

E nessuno mai togliere potrà

Il vivo fuoco di vita

Che in te arde in ogni momento

Ed in ogni luogo per l’eterno andare.

A volte ritorno

Quanto tempo passato senza scrivere, troppo presa da un intenso periodo di masturbazione mentale.

Mille quesiti, domande su me stessa medesima poste da me stessa medesima, il mondo, il mio ruolo di mamma, il mio ruolo nel ruolo dei ruoli dell’esistenza.

E poi ad un tratto, dopo l’ennesimo sospiro post pre-pre-pre-precocissimo atto di adolescenza della mia bimba, dopo essermi posta il quesito se usare la via della comprensione o il collaudato metodo antico degli avi del lancio della mano verso la natica, ho avuto un’illuminazione!

Quesito principale:

La via degli antichi saggi a volte è la migliore delle scelte in un mondo dove si è dimenticato ciò che davvero è importante

Quesito scaturente:

Perché continuare a comportarmi come de Torquemada con la mia povera mente ormai stanca da continui soprusi di domande e riposte senza logicità, nesso o importanza.

È davvero stressante stressarsi così ampiamente, molto meglio respirare e seguire l’istinto, abbandonare l’autoerotismo mentale e ricominciare a scrivere invece di torturare il cervello per prendere la vita con leggera consapevolezza.

In fondo ho iniziato ad avere le prime turbe quando ho smesso di farlo quindi…

Eccomi di nuovo qui capendo finalmente l’importanza profonda del ritorno

Quindi eccomi di nuovo ritornata in me.

Mare universale

Odoro il profumo del mare

il cuore è in tempesta

e volge verso porto di quiete

La vela maestra dell’animo tessuta

tesa è verso il navigare

solcando nella mente e sull’onda

mete scolpite di luce ed ombra dell’universo

Errabondo andare

perdere la rotta

per ritrovare terre di selvaggia beltà riscoperta

dove respirare la nuova linfa dell’infinito veleggiare.