Scuola o non scuola questo è il dilemma

In questo periodo post lockdown

Dopo aver pregato ogni divinità conosciuta affinché ogni scuola, di ogni ordine e grado riaprisse finalmente le porte…

Dopo aver passato mesi incollati a video lezioni o a materiali vari ed eventuali per insegnare e dilettare la nostra prole

Ora che si è deciso che l’evento tanto atteso finalmente si compirà

Che i genitori saranno finalmente liberi dall’incombenza di divenire anche insegnanti

Che finalmente per alcune ore i bambini o adolescenti saranno comodamente impiantati in istituto volto almeno a tentare una loro evoluzione

Ecco comparire come fantasma di sovrano il dubbio….

“Mascherina o non mascherina,

questo è il dilemma

I banchi singoli e l’amuchina sulla perigliosa strada

O montar su lo sciopero e lasciar deserta l’aula

E continuar a lasciar il beneamato figliolo a casa?”

Io mi chiedo, forse da sprovveduta

O Voi novelli Amleti dell’istruzione

Saremo anche d’accordo che di chiusure di un doman non v’è certezza.

Sono d’accordo che del piano dell’Azzolina nessun c’ha capito un’aciderbolina

Ma proprio voi sino a due giorni or sono andavate in spiaggia a due centimetri di distanza con perfetti sconosciuti

Voi che i vostri figli hanno danzato cosc to cosc con centinaia di altri ragazzi in discoteca

Voi che eravate talmente vicini al tavolo accanto al vostro mentre facevate l’aperitivo da poter fare cin cin con il terzo tavolo della fila dopo il vostro

Voi che vi siete accalcati in ogni dove senza che ci fosse un domani senza mascherina

Ora pontificate sulla sicurezza dell’andare a scuola.

Chiedo ordunque a voi amatoriali epidemiologi ormai perfetti cantanti da balcone

Potete certificare dunque, senza alcun difetto, che il virus non ama divertirsi ma ama l’istruzione?

Sul perché mi vogliano accoppiare

Spesso e volentieri le persone mi pongono la seguente domanda: “Da quanto tempo sei sola?”, seguito solitamente da espressioni di profonda commiserazione e dalla frase “Poverina! Una ragazza così giovane! Devi trovarti qualcuno, io te lo auguro!”. Ecco, non metto in dubbio la buona fede e la bontà d’animo dei miei interlocutori che vi assicuro non essere solo attempate signore, ma quel “Te lo auguro!” a volte nella mia mente suona più come una minaccia che come un buon auspicio. Francamente ho riscoperto la parte più vera di me da quando Me ed Io viviamo una relazione stabile ed in simbiosi. Ho la libertà di scegliere come gestire le giornate, ovviamente sempre rispettando gli spazi di mia figlia, ma lei ha ripreso la parte avventurosa di me e non disdegna il lanciarsi in improvvise scampagnate come in viaggi improvvisati. Posso decidere autonomamente come disporre del mio denaro e vi dirò che non mi sono fatta mai mancare ciò che per noi è necessario né importante ed indubbiamente il mio tenore di vita è nettamente migliorato. Ho la libertà di mangiare ciò che mi va, di vedere i miei amici quando voglio. Insomma, nonostante gestire da sola una bimba sia davvero impegnativo sono molto più libera, rilassata e serena ora. Non voglio con ciò dire che ritengo impossibile che un giorno io possa riaprire la porta a qualcuno ma ecco, non credo che ciò sia indispensabile, necessario e vitale. Quando mi dicono: “Povera, come fai senza un uomo?” l’unica cosa che immagino è la me stessa interiore sbellicarsi dalle risate. Posso rassicurare queste persone che non vi è nulla che mi spaventi o che mi sia impedita di fare “Senza un uomo”; non sono certo il modello Drupi, trad. Così piccola e fragile, ma più modello elegante scaricatore/meccanico/muratore/tuttofare all’occorrenza. Per la mia difesa personale me la cavo sia in corpore che in mens, oltre che alle brutte in gamb. L’ultima volta poi alla battuta di una persona, del genere “dopo tutto questo tempo io non cercherei chissà che” ho risposto garbatamente che effettivamente ero ormai follemente innamorata dell’uomo invisibile, certo è spesso assente e poco di compagnia ma il suo vantaggio è che non sporca. Ad un altro che mi dava della troppo esigente ho risposto che in fondo sperare di trovare un uomo con il fascino di Mastroianni, la bellezza di Paul Newman, la capacità di in-cantare di Freddy Mercury, l’intelligenza di Sidis, ovvero semplicemente l’uomo con il più alto QI mai esistito, la simpatia di Fabio De Luigi, non ci posso fare nulla ma lo adoro, nonché con garbo, sensibilità, onestà, sani valori e principi, spirito di collaborazione, pulito e sincero… Insomma non mi sembra di chiedere troppo no? Solitamente a questo punto desistono ma a chi davvero vuole andare fino in fondo in questa battaglia contro la mia amata singletudine rispondo:

“Sono nata un individuo e come tale credo di poter andare avanti da sola, se un giorno avrò la fortuna di incontrare sul mio cammino qualcuno che voglia crescere con me camminando al mio fianco e non calpestando la mia strada sarai la prima persona che avvertirò. Grazie e vado in pace a continuare questo bellissimo percorso che è la vita continuando a crescere e a condividerlo con l’universo”.

E questo è tutto, grazie a tutti per gli auguri, quando mi accoppio vi faccio sapere!

Presentazione semi seriale…

Cosa dire di me? Donna, lavoratrice, mamma, giovane matura quanto basta, single non per scelta, ahimè a volte il destino gioca più veloce di noi, ma per uno strano allineamento di astri. Disillusa dall’amore, o meglio da quella parvenza di tale siffatta parola che in maniera tanto aulica viene pronunciata da molti dopo una sola serata di sano sesso. Ho smesso già da tempo di credere nel principe azzurro e nelle principesse che debbano obbligatoriamente essere salvate. Rivendico con passione le ragnatele della mia vagina preferendole di gran lunga a spazzini dell’ultima ora. Sono fiera di non essere maschio e detesto la rivendicazione di molte donne alla parità dei sessi. Trovo francamente che il voler paragonarsi al “sesso forte” sia svilente per la mia dignità di essere femminile pensante. Poi di forte gli uomini hanno solo i muscoli, vorrei vederli francamente ad ogni mestruazione o al momento del parto nella loro virile, forte, cruenta mascolinità. Anche sui muscoli avrei da obiettare essendo convinta che il muscolo più forte sia il cervello e qui purtroppo, in questo Social-secolo, di carenze di spinaci ne vedo da tutti i lati senza distinzioni di età, sesso o religione. Sono mille persone in una e a volte non ne sono stata nessuna. Ho l’animo che sa essere di pietra o di burro. Mi sono reinventata mille volte e mille volte sono caduta. Ho fatto mille lavori ma il più duro, complesso e meraviglioso è quello di essere mamma e per chi come me sa cosa intendo regalo questo mio piccolo semi serio, probabilmente inutile o forse banalmente necessario, manuale di sopravvivenza della mamma single.

N.b. Il mio non è femminismo ma cinico realismo!

La mattinata tipologicamente tipica … dalla sveglia al Suo risveglio…

Ricordo la canzoncina di un vecchio film, sempre attuale attenzione, falsamente leggero e realmente riflessivo… Il mitico Ragionier Ugo Fantozzi…

La canzone suonava circa così…

Sveglia e bidè… barba e caffè…

Ecco! se pensate davvero che questa sia la mia mattina tipo… Cancellate tutto e resettate!

La sveglia è una garbata musichetta, stile cavalcata delle Valchirie… Quanto mi piace, mi piaceva, mi piacerebbe dormire, quindi va da sè la sveglia ad impatto traumatico onde evitare il cedere alle lusinghe suadenti del letto…

Respirare profondamente…

Prendere contatto con la realtà…

Ok! Sono qui! Sono sveglia!

Credo…

Primi dieci minuti di ciondolamento post traumatico

Altri dieci minuti per un paio di esercizi ginnici, tanto per illudermi che io sia davvero una che ci tiene ad una invidiabile forma fisica… Fatto!

Buona mezz’ora/quaranta minuti per lavare i piatti, lavare a terra, pulire, spazzare, spolverare, stendere, piegare, in parole povere fare tutto ciò che la sera non riuscirei mai a portare a termine, post addormentamento mono prole, per sopraggiunte difficoltà psico-motorie che spengono solitamente in maniera piuttosto repentina ogni buon proposito di cura e pulizia della dimora.

Preparazione del vestiario per mia figlia e me. Qui solitamente impiego altri buoni dieci minuti, fra me e la mia bambina teniamo che il nostro look sia impeccabile e prima di scegliere in quale direzione andrà la nostra inappuntabile scelta stilistica servono svariati minuti di riflessione sul plausibile svolgimento della giornata post impegni quotidiani… Parco, campagna, mare, cena fuori, anche se in fin dei conti la mia macchina-deposito mette a disposizione ogni qualsivoglia accessorio per ogni evenienza, compresi stivali stile Peppa Pig per i momenti bucolici.

Va da sé, post scelta, lo stiraggio del vestiario, perché non sia mai nella mia esistenza mi venga in mente di compiere tal gesto prima dello stivaggio forzato in cassetti o armadi. Prendere dei panni ben stirati e sistemati ed indossarli senza nessun successivo sforzo sarebbe ohibò sin troppo semplice e riduttivo. Prendete dunque esempio care mamme quando vi verrà in mente l’idea insana di porvi per più di cinque minuti di fronte ad una tavola da stiro perdendo così preziosi attimi della vostra esistenza per rincorrere un’arcaica idea di ordine e organizzazione dell’ambiente armadio.

Quindi, ricapitoliamo, pulizie… Fatte! Abiti…Pronti! Sistemazione zainetto… Fatto!

Finalmente doccia e caffè.

Se vi state chiedendo in tutto ciò cosa starà facendo la mia dolce bambina la risposta è una sola: Ovviamente dorme!

Ogni qualvolta mi affaccio alla stanza, l’amore per lei si mischia di solito a sana invidia per quella signorinella che con faccino beato continua a vivere mirabolanti avventure accompagnata da fate e streghe.

Intanto mi vesto via! e mi trucco! Trucco, parrucco e suppellettili varie.

Preparazione colazione per la piccola e il momento decisivo.

Svegliare LEI! E vi sembrerà facile, un gioco da ragazzi ma questo è il momento in assoluto più duro e complesso della giornata…

To be continued

L’idea del blog

All’inizio di questo fantastico anno, parlando con una mia sorella-amica, dissi una frase che finirà negli annali… “Vedrai! Questo è l’anno della svolta!”… Dopo circa due mesi ecco lì l’Evento del secolo! Una bella pandemia che non avrei immaginato mai neanche nelle fantasie più malate. Gran bei giorni di lockdown che per chi come me ha continuato a lavorare sono stati un bel tour de force. Sveglia figlia, prepara figlia, porta figlia nella località prescelta per chiusura casalinga, lavoro, prendi figlia, porta a casa figlia e lì…. Inventa qualsiasi cosa per superare la serrata. Ho scoperto doti che non credevo di avere… Sono stata maestra, pittrice, scultrice, architetto di case improvvisate su balcone, cantante, animatrice, giullare, danzatrice, maga del riciclo creativo, psicologa, pasticcera, cuoca, panettiera, pizzaiola, compagna di giochi, istruttrice di palestra in casa. Credo di essere stata fra i pochi che in questa quarantena non ha preso un solo grammo e non è riuscita a vedere neanche una serie TV, in realtà ho potuto reimparare tutti i cartoni animati dello scibile umano a memoria. Se ora volete potrei recitare, ad esempio, Frozen meglio dei suoi doppiatori, con intonazioni, pause e canzoni incluse. Mi sono chiesta quindi come abbiano fatto le mamme che di figli ne hanno in quantità superiore all’uno. Nessuno dà noi un libretto di istruzioni per affrontare la genitorialità e da single il carico raddoppia. Ed ecco l’idea di un blog per raccontare la mia esperienza che non vuole essere una Bibbia, lungi da me voler essere il guru o ergermi insegnante di nessuno, ma solo per mettere nero su bianco la mia esperienza e chissà se possa fare passare un minuto piacevole a qualcuno o possa essere di minimo minimo spunto sulla base della mia lucida follia nella gestione della quotidianità con la persona più speciale della mia vita. Se vi va quindi… Buona lettura!