Che bello vivere in un’era digitale!
Poter sentire, vedere le persone che si amano anche a distanze notevoli.
Potere solo con un click conoscere ed avere a disposizione tutto lo scibile umano.
Poter interagire con il mondo attraverso scritti, foto, dipinti, video e tutto ciò che ci balena in mente.
Che bello poter in un attimo, comunicare ogni nostro pensiero.
Sì! Che bello!
Sì, che bello conoscere in un istante tutto ciò che passa per la testa a tutti in ogni momento!
Che bello?
Ecco, perdonatemi ma al di là di indubbi vantaggi donatici dalla tecnologia ve ne sono alcuni che davvero non sopporto.
Non starò qui ad elencare tutte le cose positive che esistevano prima.
Anche se a dirla tutta erano davvero parecchie…
Nonostante non avessimo telefonino.
Soprattutto perché non avevamo il telefonino.
Con gli amici comunque riuscivamo sempre ad incontrarci.
Bastava citofonare e la persona solitamente arrivava o salivi tu da lei/lui.
Questa non era la regola perché la norma prevedeva incontri, ad orari prestabiliti già all’alba dei tempi, ai quali tutti eravamo allineati.
Stessa cosa per il luogo prescelto degli incontri per tappe ed ad età prestabilite.
Se lontani la tecnologia Pre-internettiana prevedeva l’uso di splendidi telefoni a gettoni.
La poesia della cabina telefonica occupata…
L’attesa fuori che l’occupante finisse la telefonata, ad ogni ora del giorno o della notte, con ogni tipo di condizione meteorologica.
Ci fosse freddo, vento, gelo, gran caldo.
L’attesa valeva sempre la pena perché poi la cabina telefonica rappresentava sempre un riparo.
Si entrava con le tasche pesanti di monetine e gettoni tintinnanti, almeno prima della grande invenzione della scheda telefonica, e si usciva leggeri come l’aria.
Certo, non mancavano le scomodità.
Come quando si finivano i gettoni o come detto in tempi successivi la scheda.
Solitamente proprio nel momento clou della conversazione.
Ma indubbiamente anche questo aveva il proprio fascino, come il poter immaginare con la fantasia il proseguo della conversazione stessa, il che probabilmente spesso era anche la cosa migliore.
Esistevano poi le lettere e le cartoline e la gioia immensa di ricevere la visita del postino.
Ora si spera, almeno io lo spero, che il postino si dimentichi di noi il più possibile, avendo perlopiù con sé raccomandate o fatture scomode.
Per parlare esistevano anche metodi diretti.
Come?
Le chiacchierate Vis to vis erano un must.
Ma soprattutto, lasciatemelo dire, per la fortuna delle nostre mamme e nonne, beate donne, non esistevano le famigerate chat di WhatsApp!
Alzi la mano la mamma che avendo figli, dall’asilo in poi, non ha almeno una volta detestato il suono del messaggino in arrivo nella affollatissima chat delle mamme, piene di inutili messaggi ed informazioni.
Per ogni momento e per qualsiasi ragione arriva un messaggio.
Attenzione, mi spiego meglio, sono lieta di avere uno strumento che mi permetta di ricevere foto o informazioni importanti sulla mia pargola.
Ma…
Credetemi! E qualsiasi mamma me ne darà ragione, per la maggior parte delle informazioni che vengono condivise rimpiango il buon vecchio piccione viaggiatore.
Almeno ogni tanto non arrivava a destinazione, poteva anche fermarsi a mettere su famiglia con qualche brava picciona.
Per molti di questi messaggi avrei di certo evitato di avere informazioni praticamente superflue, inutili e che creano solo il pensiero triste rivolto a tutte quelle parole così martoriate in una semiotica ridondante e vana.
Son tutte belle le mamme del mondo e son belli anche tutti i bimbi del mondo.
Ma mentre lavoro o anche se sono semplicemente in relax ricevere messaggi continui del come dovrebbero mangiare i vostri bambini o dei loro movimenti intestinali o di qualsiasi altra informazione intima e privata… Francamente… Francamente me ne infischio!
Non solo, mi chiedo perché vi era un tempo nel quale ai genitori era permesso di mandare i figli a scuola e di affidarli agli insegnati, nel proseguo di una educazione nella quale il genitore metteva bocca il giusto e ora invece dobbiamo assumere il ruolo del Grande Inquisitore!
Nel benedetto gruppo ogni genitore è scienziato, letterato, artista, storico, sociologo e capace di giudicare l’operato dell’educatore e sopra tutto i suoi errori di insegnamento.
Colpevoli!
Secondo alcuni perché insegnano ai bambini con una visione troppo cattolica.
Per altri invece l’insegnamento è troppo ateo.
Per altri è troppo una via di mezzo.
E giù e giù, argomentazioni su argomentazioni, dibattiti, messaggi su messaggi di ciò che non ha il minimo interesse né pertinenza.
E giù, giù sproloqui su insegnati ed altri genitori.
E giù, e giù luoghi comuni, paure inesistenti e momenti da paladini contro le scorrettezze vere o presunte.
Per fortuna in questi gruppi esistono genitori, mamme in realtà, perché ora che ci rifletto i cari padri si defilano dall’ingrato compito tanto è vero che i gruppi sono sempre intitolati alle madri…
Ad esempio Gruppo Mamme elementari Pozza Buzzone, o Mamme dell’asilo Cinci Facini.
E i padri… padri dove siete?!?
Comunque dicevo che per fortuna esistono mamme sagge che tentano di parare colpo su colpo i vaneggiamenti fintamente ormonali della buona maggioranza del gruppo.
Solitamente le poverine desistono rifuggendo in degne ritirate e richiudendosi in dignitosi silenzi.
Ebbene sì, appartengo anche io alla categoria.
Ho subito messaggi su messaggi sino a quando non ho scoperto due funzionalità essenziali:
Messaggi silenziosi.
Cancellazione degli stessi in automatico.
Posso assicurarvi che ora che mantengo solo i messaggi con una certa rilevanza, il mio telefono ringrazia e si sente più leggero e felice.
Ma non posso fare a meno, perdonatemi la franchezza, di rimpiangere i bei tempi quando si poteva semplicemente evitare le riunioni di classe.
God Save La Tecnologia!