Riflessioni sui cartoni di mia figlia

Oggi guardavo, come tutti i giorni del resto, la varia sfilza di cartoni del mattino.

Ogni volta che li osservo però mille dubbi attanagliano la mia povera mente da adulta.

Non so quanti di voi abbiano avuto la fortuna di fare maratone di Bing, Pigiamini, Masha e Orso e Peppa Pig per dire alcuni dei cartoni in pole position per mia figlia.

Ora, al di là della mia assoluta astrazione dalla storia in sé stessa, in fondo ho avuto modo di approfondire in maniera ripetuta e costante ogni singolo istante di ogni singolo episodio di ogni singola serie, ciò che attrae la mia curiosità è che mi fa porre una domanda è la seguente:

Ma dove sono i genitori!?!

Non dico in Peppa dove la domanda fondamentale è:

Ma questi maialini, con forma indubbiamente fallica, che cosa hanno da ridere per ogni sciocchezza e soprattutto, perché per farlo si rotolano beatamente a terra?

E qui faccio una parentesi, ridere è la cosa più bella e sana del mondo, ma perché anche uno starnuto li butta piedi all’aria.

Inoltre cari genitori, avanti siate sinceri, non trovate che Peppa sia antipatica, presuntuosa e supponente, che in confronto Masha diventa un angioletto assoluto.

Non avreste voglia in certi momenti di avere una manina cartoon per non far mettere in moto quella simpatica boccuccia prepuziale?

Ma tornando a noi, i genitori, parliamone, chi sono i genitori di Bing?

Di certo non il coniglio nano, convivente, adulto ma più piccolo di svariati centimetri del coniglietto Bing, presentato fra l’altro come “bimbo” frequentante l’asilo, né uno degli altri animaletti nani adulti non adulti, tutori, conviventi o non si sa cosa diamine siano per i piccoli protagonisti.

Mi chiedo quindi, da dove sono nati Bing & Co., sono forse un esperimento genetico guidato da piccoli alieni replicanti che guidano le scelte dei prototipi stile per intenderci The Truman Show?

E Masha, parliamo di questa simpatica bimba che passa giornate e nottate intere in casa di quel povero santo Orso, personalmente non capisco dove siano, anche se il sospetto di una loro fuga per una vacanza a carattere perpetuo sfruttando il baby sitter più ovvio del mondo non mi risulta così lontano dalla realtà.

In fondo chi non lascerebbe la propria bimba con un orso, due lupi, un coniglio, un maialino ed animali vari?

In realtà sono loro le povere vittime del cartone, costretti a seguire le monellerie di questa simpatica e vulcanica bimba che non mostra di avere neanche un minimo di rispetto per gli animaletti-adulti che la circondano.

E che dire dei pigiamini, di giorno alunni modello, di notte paladini delle giustizia che risolvono vari problemi per far dormire sonni tranquilli alla città dove vivono.

Qui i quesiti sono due, oltre all’ovvio, dove sono i genitori di questi giovanni pulzelli che ogni notte girano senza controllo di un adulto per la città ficcandosi in ogni sorta di guazzabuglio creato dai loro storici nemici arrivati da non si sa meglio dove? E secondo quesito, ma quando dormono?

Chissà se un giorno qualcuno potrà svelare questi arcani alla mia povera mente di adulta ottusa…

Sul perché mi vogliano accoppiare

Spesso e volentieri le persone mi pongono la seguente domanda: “Da quanto tempo sei sola?”, seguito solitamente da espressioni di profonda commiserazione e dalla frase “Poverina! Una ragazza così giovane! Devi trovarti qualcuno, io te lo auguro!”. Ecco, non metto in dubbio la buona fede e la bontà d’animo dei miei interlocutori che vi assicuro non essere solo attempate signore, ma quel “Te lo auguro!” a volte nella mia mente suona più come una minaccia che come un buon auspicio. Francamente ho riscoperto la parte più vera di me da quando Me ed Io viviamo una relazione stabile ed in simbiosi. Ho la libertà di scegliere come gestire le giornate, ovviamente sempre rispettando gli spazi di mia figlia, ma lei ha ripreso la parte avventurosa di me e non disdegna il lanciarsi in improvvise scampagnate come in viaggi improvvisati. Posso decidere autonomamente come disporre del mio denaro e vi dirò che non mi sono fatta mai mancare ciò che per noi è necessario né importante ed indubbiamente il mio tenore di vita è nettamente migliorato. Ho la libertà di mangiare ciò che mi va, di vedere i miei amici quando voglio. Insomma, nonostante gestire da sola una bimba sia davvero impegnativo sono molto più libera, rilassata e serena ora. Non voglio con ciò dire che ritengo impossibile che un giorno io possa riaprire la porta a qualcuno ma ecco, non credo che ciò sia indispensabile, necessario e vitale. Quando mi dicono: “Povera, come fai senza un uomo?” l’unica cosa che immagino è la me stessa interiore sbellicarsi dalle risate. Posso rassicurare queste persone che non vi è nulla che mi spaventi o che mi sia impedita di fare “Senza un uomo”; non sono certo il modello Drupi, trad. Così piccola e fragile, ma più modello elegante scaricatore/meccanico/muratore/tuttofare all’occorrenza. Per la mia difesa personale me la cavo sia in corpore che in mens, oltre che alle brutte in gamb. L’ultima volta poi alla battuta di una persona, del genere “dopo tutto questo tempo io non cercherei chissà che” ho risposto garbatamente che effettivamente ero ormai follemente innamorata dell’uomo invisibile, certo è spesso assente e poco di compagnia ma il suo vantaggio è che non sporca. Ad un altro che mi dava della troppo esigente ho risposto che in fondo sperare di trovare un uomo con il fascino di Mastroianni, la bellezza di Paul Newman, la capacità di in-cantare di Freddy Mercury, l’intelligenza di Sidis, ovvero semplicemente l’uomo con il più alto QI mai esistito, la simpatia di Fabio De Luigi, non ci posso fare nulla ma lo adoro, nonché con garbo, sensibilità, onestà, sani valori e principi, spirito di collaborazione, pulito e sincero… Insomma non mi sembra di chiedere troppo no? Solitamente a questo punto desistono ma a chi davvero vuole andare fino in fondo in questa battaglia contro la mia amata singletudine rispondo:

“Sono nata un individuo e come tale credo di poter andare avanti da sola, se un giorno avrò la fortuna di incontrare sul mio cammino qualcuno che voglia crescere con me camminando al mio fianco e non calpestando la mia strada sarai la prima persona che avvertirò. Grazie e vado in pace a continuare questo bellissimo percorso che è la vita continuando a crescere e a condividerlo con l’universo”.

E questo è tutto, grazie a tutti per gli auguri, quando mi accoppio vi faccio sapere!

Presentazione semi seriale…

Cosa dire di me? Donna, lavoratrice, mamma, giovane matura quanto basta, single non per scelta, ahimè a volte il destino gioca più veloce di noi, ma per uno strano allineamento di astri. Disillusa dall’amore, o meglio da quella parvenza di tale siffatta parola che in maniera tanto aulica viene pronunciata da molti dopo una sola serata di sano sesso. Ho smesso già da tempo di credere nel principe azzurro e nelle principesse che debbano obbligatoriamente essere salvate. Rivendico con passione le ragnatele della mia vagina preferendole di gran lunga a spazzini dell’ultima ora. Sono fiera di non essere maschio e detesto la rivendicazione di molte donne alla parità dei sessi. Trovo francamente che il voler paragonarsi al “sesso forte” sia svilente per la mia dignità di essere femminile pensante. Poi di forte gli uomini hanno solo i muscoli, vorrei vederli francamente ad ogni mestruazione o al momento del parto nella loro virile, forte, cruenta mascolinità. Anche sui muscoli avrei da obiettare essendo convinta che il muscolo più forte sia il cervello e qui purtroppo, in questo Social-secolo, di carenze di spinaci ne vedo da tutti i lati senza distinzioni di età, sesso o religione. Sono mille persone in una e a volte non ne sono stata nessuna. Ho l’animo che sa essere di pietra o di burro. Mi sono reinventata mille volte e mille volte sono caduta. Ho fatto mille lavori ma il più duro, complesso e meraviglioso è quello di essere mamma e per chi come me sa cosa intendo regalo questo mio piccolo semi serio, probabilmente inutile o forse banalmente necessario, manuale di sopravvivenza della mamma single.

N.b. Il mio non è femminismo ma cinico realismo!

Riflessioni su equazioni e atavici stimoli

Qualche giorno fa, due frasi nel giro della stessa conversazione, mi hanno dato modo di riflettere sull’essere umano, sulla sua psiche e natura, sugli atavici pensieri che sfiorano la sua mente e su quanto a volte in taluni soggetti, i pochi neuroni presenti nelle loro scatole craniche smettano di funzionare all’unisono precipitando così in un loop dove logica e ragione smettono di esistere.

L’Initium della conversazione fu la mia avvenenza, da quel che mi fu detto, e al fatto che dubbio alcuno non vi è che se una donna tenga a sé stessa ed alla propria immagine dietro vi sia sempre un uomo.

Primo ma.

Ma non credi che mi piaccia piacermi senza alcun bisogno che il mio piacermi piaccia ad un ipotetico altro?

Lì la prima scoperta, se sei bella non puoi essere single. Si compie, me ne spiaccio ma non ne ero a conoscenza, un vero delitto verso Madre Natura a lasciare che nessuno goda della tua, chiamiamola così, più intima essenza.

Il secondo quesito nacque spontaneo.

Devo quindi supporre che se sono bella devo per forza darla ma se fossi ahimè nata più simile ad un pitale sarei potuta anche stare beatamente e in pace in compagnia di me stessa medesima senza che nessuno si arrogasse il diritto di volermi per forza accoppiata con un essere qualsiasi ma necessariamente con cromosoma diverso dal mio?

Ma certo, rispose il mio interlocutore, è una legge di natura come il fatto che l’uomo è cacciatore e la donna debba essere dedita al focolare.

Dopo un rapido controllo alla data e all’ora sul mio telefono accertai inequivocabilmente di trovarmi ancora nell’Era Moderna e di non essere stile film, ripiombata nel medioevo o epoca pregressa.

L’uomo è cacciatore. Esattamente cosa si intende?

L’uomo, rispose ancora l’ignaro senza neanche pensare, di tradire ha pieno diritto perché il suo seme di certo non può sprecare. La donna invece è nata, anche se vuole lavorare per piacere ad un uomo solo e a badare al focolare.

Di certo la misura era colma ma presi un bel respiro e con lui continuai a dialogare.

L’uomo quindi risponde solo ad atavico istinto di procreare, converrai quindi con me che tu stesso riconosci superiorità neuronale fra uomo e donna?

O certo, iniziò quello, ma non lo feci continuare.

Ma certo, la donna in fondo usa la sua testa per dare vita al fuoco e a sopportare un sol uomo a volta, a meno che non si tratti di un figlio, l’uomo invece non si distingue a tal punto dall’animale che non si è evoluto ma che di solo istinto si nutre. Quindi dal tuo stesso dire di essere di pensiero inferiore c’è solo chi afferma a suo discapito che tu fosti fatto per viver come bruto e non intendi affatto praticar né virtù né conoscenza.

La mattinata tipologicamente tipica … dalla sveglia al Suo risveglio…

Ricordo la canzoncina di un vecchio film, sempre attuale attenzione, falsamente leggero e realmente riflessivo… Il mitico Ragionier Ugo Fantozzi…

La canzone suonava circa così…

Sveglia e bidè… barba e caffè…

Ecco! se pensate davvero che questa sia la mia mattina tipo… Cancellate tutto e resettate!

La sveglia è una garbata musichetta, stile cavalcata delle Valchirie… Quanto mi piace, mi piaceva, mi piacerebbe dormire, quindi va da sè la sveglia ad impatto traumatico onde evitare il cedere alle lusinghe suadenti del letto…

Respirare profondamente…

Prendere contatto con la realtà…

Ok! Sono qui! Sono sveglia!

Credo…

Primi dieci minuti di ciondolamento post traumatico

Altri dieci minuti per un paio di esercizi ginnici, tanto per illudermi che io sia davvero una che ci tiene ad una invidiabile forma fisica… Fatto!

Buona mezz’ora/quaranta minuti per lavare i piatti, lavare a terra, pulire, spazzare, spolverare, stendere, piegare, in parole povere fare tutto ciò che la sera non riuscirei mai a portare a termine, post addormentamento mono prole, per sopraggiunte difficoltà psico-motorie che spengono solitamente in maniera piuttosto repentina ogni buon proposito di cura e pulizia della dimora.

Preparazione del vestiario per mia figlia e me. Qui solitamente impiego altri buoni dieci minuti, fra me e la mia bambina teniamo che il nostro look sia impeccabile e prima di scegliere in quale direzione andrà la nostra inappuntabile scelta stilistica servono svariati minuti di riflessione sul plausibile svolgimento della giornata post impegni quotidiani… Parco, campagna, mare, cena fuori, anche se in fin dei conti la mia macchina-deposito mette a disposizione ogni qualsivoglia accessorio per ogni evenienza, compresi stivali stile Peppa Pig per i momenti bucolici.

Va da sé, post scelta, lo stiraggio del vestiario, perché non sia mai nella mia esistenza mi venga in mente di compiere tal gesto prima dello stivaggio forzato in cassetti o armadi. Prendere dei panni ben stirati e sistemati ed indossarli senza nessun successivo sforzo sarebbe ohibò sin troppo semplice e riduttivo. Prendete dunque esempio care mamme quando vi verrà in mente l’idea insana di porvi per più di cinque minuti di fronte ad una tavola da stiro perdendo così preziosi attimi della vostra esistenza per rincorrere un’arcaica idea di ordine e organizzazione dell’ambiente armadio.

Quindi, ricapitoliamo, pulizie… Fatte! Abiti…Pronti! Sistemazione zainetto… Fatto!

Finalmente doccia e caffè.

Se vi state chiedendo in tutto ciò cosa starà facendo la mia dolce bambina la risposta è una sola: Ovviamente dorme!

Ogni qualvolta mi affaccio alla stanza, l’amore per lei si mischia di solito a sana invidia per quella signorinella che con faccino beato continua a vivere mirabolanti avventure accompagnata da fate e streghe.

Intanto mi vesto via! e mi trucco! Trucco, parrucco e suppellettili varie.

Preparazione colazione per la piccola e il momento decisivo.

Svegliare LEI! E vi sembrerà facile, un gioco da ragazzi ma questo è il momento in assoluto più duro e complesso della giornata…

To be continued

L’idea del blog

All’inizio di questo fantastico anno, parlando con una mia sorella-amica, dissi una frase che finirà negli annali… “Vedrai! Questo è l’anno della svolta!”… Dopo circa due mesi ecco lì l’Evento del secolo! Una bella pandemia che non avrei immaginato mai neanche nelle fantasie più malate. Gran bei giorni di lockdown che per chi come me ha continuato a lavorare sono stati un bel tour de force. Sveglia figlia, prepara figlia, porta figlia nella località prescelta per chiusura casalinga, lavoro, prendi figlia, porta a casa figlia e lì…. Inventa qualsiasi cosa per superare la serrata. Ho scoperto doti che non credevo di avere… Sono stata maestra, pittrice, scultrice, architetto di case improvvisate su balcone, cantante, animatrice, giullare, danzatrice, maga del riciclo creativo, psicologa, pasticcera, cuoca, panettiera, pizzaiola, compagna di giochi, istruttrice di palestra in casa. Credo di essere stata fra i pochi che in questa quarantena non ha preso un solo grammo e non è riuscita a vedere neanche una serie TV, in realtà ho potuto reimparare tutti i cartoni animati dello scibile umano a memoria. Se ora volete potrei recitare, ad esempio, Frozen meglio dei suoi doppiatori, con intonazioni, pause e canzoni incluse. Mi sono chiesta quindi come abbiano fatto le mamme che di figli ne hanno in quantità superiore all’uno. Nessuno dà noi un libretto di istruzioni per affrontare la genitorialità e da single il carico raddoppia. Ed ecco l’idea di un blog per raccontare la mia esperienza che non vuole essere una Bibbia, lungi da me voler essere il guru o ergermi insegnante di nessuno, ma solo per mettere nero su bianco la mia esperienza e chissà se possa fare passare un minuto piacevole a qualcuno o possa essere di minimo minimo spunto sulla base della mia lucida follia nella gestione della quotidianità con la persona più speciale della mia vita. Se vi va quindi… Buona lettura!