Ode alle serie passate

Parlando con amici senza figli sulle serate davanti alla tv, guardando serie televisive o film, ho per un attimo riprovato un brivido lungo la schiena.

Quel brivido che provavo quando la tv e le scelte su cosa guardare riguardavano me e me soltanto.

Ora, come chi ha figli piccoli saprà bene, nel momento della fatidica scelta, arriva quella vocina dietro di noi a dire:

“Mamma, ma è un film per bambini?”

E in quei momenti vorresti rispondere:

“No, Anima mia, mi sono sciroppata giornate e nottate intere di film, cartoni, sketch, video e tutto il pensabile umano che riguardava bambini o ciò che concerne i bambini e oggi mamma vorrebbe solo gustarsi un bel film pulp, ma che più pulp non si può. Di quelli belli, di quelli che solo un adulto può vedere. Hai presente? Un bel film vietato agli under 30. Vai quindi nella tua cameretta, prenditi un bel libro e lascia il piacere alla mamma di vedersi ciò che vuole per una volta.”

Questo nella propria mente e fantasia.

Nella realtà, sospirando e deglutendo, l’unica frase che pronuncio è:

“Amore… Cenerentola o Biancaneve?”.

Il gatto nella scatola (Versione per bambini)

Un giorno, nel paese di Quantinopoli, il piccolo Erwin si annoiava e si annoiava e si annoiava…

“Gioca con i tuoi soldatini” gli disse la mamma.

Erwin la guardò e sbuffò

 “Ho appena finito di giocare con loro”

“Gioca con la palla” gli disse il babbo.

Erwin scrollò le spalle: “Ho giocato tutta la mattina con la palla”

In quel momento davanti a lui sfrecciò Pallina, il gattino rosso, rincorrendo un gomitolo di lana.

Ad Erwin venne un’idea strabiliante!

Corse in cantina e prese una grossa scatola di legno e vi fece dei buchini.

“Cosa stai mai combinando?” gli chiese la mamma con un sospiro.

“Vedrai mamma, vedrai!” disse Erwin tutto soddisfatto.

Corse poi dal nonno.

“Nonno! Nonno! mi presteresti il tuo cipollotto?”

Il nonno affaccendato come era a cercare di riparare la sua vecchia poltrona non si fermò neanche un secondo a riflettere sulla strana richiesta del nipote e gli allungò l’amato orologio.

“Riportamelo sano e salvo però” riuscì appena a bofonchiare perché Erwin come un lampo lo acchiappò e si precipitò di nuovo in giardino.

Piombò poi nella stanza di sua sorella e prese una boccettina di vetro piena di colore verde e degli elastici colorati.

Hanna, la sorella lo guardò stupita e andò dalla mamma:

“Ormai possiamo dichiarare che tuo figlio è pazzo!” disse seccamente.

“Cosa avrà mai intenzione di fare?” si chiese fra sé e sé la mamma.

Decise quindi di controllare lo strano progetto che aveva in mente.

Mentre cercava dove si fosse cacciato il suo bambino vide il babbo:

“Hai per caso visto Pallina?” domandò l’uomo.

La donna fece spallucce:

“Io cercavo nostro figlio lo hai per caso visto?”

Mentre parlavano sentirono il gattino miagolare con violenza nel giardino posteriore.

Corsero in un lampo e videro Erwin, armato di fogli e penna che annotava qualcosa e la scatola con i buchini che sobbalzava violentemente.

“Cosa stai facendo Erwin!” urlano i due.

“Calmi… papà, mamma, sto compiendo un esperimento. Ho chiuso Pallina nella scatola con un meccanismo creato con un orologio, un elastico ed una pistola ad acqua piena di vernice verde!”

“Cosa hai fatto con il mio orologio?” Gridò il nonno che era sopraggiunto nel frattempo.

“Nonno! Chiamasi scienza! Sto osservando cosa accadrà. In teoria l’elastico legato alla lancetta dell’orologio dovrebbe azionare il grilletto della pistola ad acqua ma potrebbe anche non accadere. Lo saprò solo quando aprirò la scatola e solo allora saprò se Pallina si è sporcata oppure no.”

“Lo dicevo io che era impazzito” sussurrò all’orecchio della mamma Hanna che si era avvicinata sentendo tutto quel frastuono.

“Oh Perbacco!” esclamò il padre “Non vedi che quel povero gattino è terrorizzato Erwin!” e afferrò la scatola.

Aprendola si vide solo un gattino terrorizzato piombare con gli artigli ben acuminati sul viso del povero uomo e, nessuno capì mai se grazie al meccanismo o al balzo di Pallina o allo scossone dato dal padre di Erwin, il meccanismo scattò spruzzando di verde il volto del povero nonno che nel frattempo aveva acchiappato la scatola per salvare il suo amato cipollotto.

Le urla dei due uomini e quelle della madre che era accorsa per cercare di staccare Pallina dalla faccia del padre e le risate acute della sorella che si stava godendo la scena, permisero ad Erwin di apprendere ben due lezioni importanti:

Due gambe veloci e un momento di agitata distrazione sono utilissimi a volte per cavarsi via dai guai e la più importante fu che alcuni esperimenti sarebbe stato davvero meglio, da quel momento in poi, lasciarli solo nel campo delle ipotesi.

Il gatto nella scatola

Tac, tac, tac batteva il suo cuore.

Eh sì, lo sentiva il suo cuore battere ma in quella oscurità non era più sicuro di nulla.

“Vivo mi sento vivo” pensava fra sé e sé “Ma se invece non lo fossi realmente, se il mio sentirmi esistente fosse solo una dolce chimera oppure semplicemente un ricordo rimasto nelle pieghe dell’universo?

Se io non fossi ora reale ma un ricordo della mia esistenza”

Continuava a pensare senza sosta.

In fondo cosa altro avrebbe potuto fare se non pensare.

“Magari il meccanismo è scattato, magari no…”

Per un attimo fermò il flusso della sua mente ed ascoltò.

Nessun suono, neanche lontano per fugare i suoi dubbi.

“Ed anche se fossi vivo, quale sarebbe il mio scopo? Forse solo dimostrare la verità di una realtà o del suo opposto?”

Era così intorpidito da quell’immobilismo fisico che neanche il suo corpo poteva rispondere più ai suoi quesiti.

“Chissà se il mondo continua ad evolversi o se piuttosto lo fa solo se lo guardiamo. Per me in fondo che sono chiuso qui, con l’unica compagnia di me stesso, tutto è uguale e statico”

Rimase di nuovo in perfetto silenzio… nulla!

“Arrivasse almeno qualcuno ad osservarmi” pensò “Questa agonia finirebbe. Almeno potrei così sapere cosa mi è successo, potrei saperlo davvero. Ma se invece la mia realtà fosse davvero non una ma almeno doppia. Chissà cosa starà facendo ora, a cosa starà pensando l’altro me ora. Chissà se la sua scatola sarò stata già aperta e chissà se il suo meccanismo è scattato oppure no”

Così pensava ed intanto il tempo passava senza sosta.

“Magari potessi fermare il flusso dei miei pensieri, magari, magari io sono solo pensiero, semplicemente un punto pensante in mezzo all’infinito flusso della vita… Chissà magari sono solo un pensiero nella mente di un uomo che immagina un gatto in una scatola e il suo destino”

Piatto Mutaforma e muta sapore

Genitori! Colleghi ed amici di sventurati pasti…

Siete stanchi delle faccine insoddisfatte dei vostri pargoli?

Siete stufi di pentole sporcate e cibi sprecati o mangiati ad ingozzarsi da voi pur di non buttarli?

Stressati dalla ricerca della formula perfetta per coniugare alimentazione sana con bambini che mangerebbero solo cibo spazzatura?

Noi della Tutela della salute mentale del genitore siamo lieti di annunciare la nuova grande invenzione del secolo!

Il primo unico ed inimitabile…

Piatto Mutaforma e muta sapore!

Nessuna magia ma grande inganno!

Grazie ad uno gioco di specchi e ad uno speciale spruzzatore di sapore ogni piatto diventerà il preferito del vostro bambino!

Pizza Margherita… in realtà un bel piatto di spinaci

Un pesciolino lesso con contorno di verdure… agli occhi del vostro amato bene diverranno Wurstel e patatine.

Genitori da oggi tutto ciò che di sano proporrete ai vostri eredi sarà sempre di loro gradimento.

Il piatto del miracolo è servito!

Affrettatevi genitori

Ogni piatto è disponibile in cinque gusti a prova di bambino.

Edizione limitata!

Solo per poche ore gusto cotoletta e patatine in omaggio!