Sarà capitato anche a voi di avere una musica in testa…

Sarà capitato anche a voi di avere una musica in testa

Cari genitori…

Di cantarla e ricanticchiarla senza sosta

Addirittura con veri e propri impeti emozionali degni di un palco rock.

Avanti non mentite,

lo so che è capitato!

avrete cantato senza neanche rendervene conto

sino ad arrivare a picchi di tonalità a voi fino a qualche momento prima sconosciuti,

avrete gorgheggiato da far impallidire la Callas

Sarete stati così presi dal canto da non rendervi conto

Che ciò che con enfasi estrema

Usciva dalle vostre corde vocali

Non era una musica che passava lì per caso nelle vostre teste

Ma il risultato ipnotico e devastante

Di ore e ore e ore di cartoni animati.

E silenziosamente, guardandovi intorno,

avrete finto con voi stessi che la vostra era solo una parodia

mentre una lacrimuccia scendeva

ricordando i tempi in cui sotto i palchi

cantavate davvero musica da “grandi”

e pensando all’espressione soddisfatta dei vostri genitori

che sussurrano dentro di voi con un ghigno neanche troppo celato:

“E’ una questione di Karma”.

Ode alle serie passate

Parlando con amici senza figli sulle serate davanti alla tv, guardando serie televisive o film, ho per un attimo riprovato un brivido lungo la schiena.

Quel brivido che provavo quando la tv e le scelte su cosa guardare riguardavano me e me soltanto.

Ora, come chi ha figli piccoli saprà bene, nel momento della fatidica scelta, arriva quella vocina dietro di noi a dire:

“Mamma, ma è un film per bambini?”

E in quei momenti vorresti rispondere:

“No, Anima mia, mi sono sciroppata giornate e nottate intere di film, cartoni, sketch, video e tutto il pensabile umano che riguardava bambini o ciò che concerne i bambini e oggi mamma vorrebbe solo gustarsi un bel film pulp, ma che più pulp non si può. Di quelli belli, di quelli che solo un adulto può vedere. Hai presente? Un bel film vietato agli under 30. Vai quindi nella tua cameretta, prenditi un bel libro e lascia il piacere alla mamma di vedersi ciò che vuole per una volta.”

Questo nella propria mente e fantasia.

Nella realtà, sospirando e deglutendo, l’unica frase che pronuncio è:

“Amore… Cenerentola o Biancaneve?”.

La legge inversa del risveglio

Da quando sono diventata mamma una domanda ha, in maniera sempre più assidua, fatto capolino nella mia mente.

Credevo fosse una leggenda

Esagerazioni dei genitori.

Una sorta di favola dalla morale che mi sfuggiva.

Invece è Realtà.

Ancora non riesco a spiegarmi per quale assurda legge dell’inverso i bambini abbiano delle regole per i risvegli opposti a quelli genitoriali.

Risveglio nei giorni scolastici:

Riconoscibili dalla cosiddetta Sindrome della Bella Addormentata.

Solitamente nessun principe o principessa, magia, rito riescono in alcun modo a turbare il sonno degli amati pargoli.

Personalmente ho tentato tutte le strade.

Ho provato il risveglio dolce con baci e parole dolci…Nulla!

Musica a tutto volume… niente!

Saltare sopra il letto cantando a squarciagola… ancora nisba!

Gong piazzato nell’orecchio dell’amato pargolo… neanche!

Nessun suono umanamente concepibile sembra turbare il loro sonno beato sonno.

A volte l’unico segno di una sorta di ripresa dall’onirico torpore è nella frase…

“Ho sonno, ancora un pochino…”

Inutile pregare il rampollo spiegando loro che esistono orari da rispettare

Non gli interessa né in minima né in larga parte.

Per mia esperienza esiste un’unica soluzione… buttarli giù dal letto, portarli o trascinarli sotto l’acqua corrente e infilargli i vestiti.

Risveglio del fine settimana:

Riconoscibili dalla Sindrome di Iperattività fastidiosa compulsiva:

Nell’agognato fine settimana

Quei giorni sognati tutta la settimana in cui già pregustiamo di aver un pochino di riposo supplementare, dopo giorni passati a dormire cinque/sei ore per notte.

Dopo giorni nei quali la sveglia è suonata inesorabile senza perdere neanche un minuto…

Pensate forse che l’amato pargolo dormirà come ama fare dal lunedì al venerdì?

Certo che no!

Ecco che egli già di buon mattino, prima ancora che canti il Gallo, salta su dal giaciglio come molla, arzillo, pieno di energia e di voglia di parlare…  ovviamente con voi!

A nulla vale la nostra preghiera di rimettersi a dormire, di concederci solo un altro piccolo, piccolissimo minuto…

Adotteranno ogni stratagemma per farci pesantemente alzare dal letto e non risparmieranno nessuna arma contro il vostro meritato riposo.

Nessuno riesce a riposare se un figlio ha deciso che dobbiamo svegliarci.

In quei momenti si ripensa alle frasi di chi prima di te ha messo al mondo della prole all’annuncio della gravidanza:

“Ricordati…” quasi sibilato “da quando nascono non potrai più dormire. Dormi ora, ora che sei ancora in tempo”

Ridevo allora, ignara…

Invece ho capito che era reale e che il corpo per sopravvivere impara a ricaricare le pile anche solo in poche ore.

E nonostante vi siano momenti nei quali mi chiedo se e quando dormirò nuovamente per nove ore di fila non cambierei per nessuna dormita letargica al mondo Il motivo della mia insonnia.

Anche se con un occhio aperto ed uno chiuso e stanca all’inverosimile, pedalare su questa bicicletta è il regalo più bello al mondo.

I Beneamati Gruppi delle mamme…

Che bello vivere in un’era digitale!

Poter sentire, vedere le persone che si amano anche a distanze notevoli.

Potere solo con un click conoscere ed avere a disposizione tutto lo scibile umano.

Poter interagire con il mondo attraverso scritti, foto, dipinti, video e tutto ciò che ci balena in mente.

Che bello poter in un attimo, comunicare ogni nostro pensiero.

Sì! Che bello!

Sì, che bello conoscere in un istante tutto ciò che passa per la testa a tutti in ogni momento!

Che bello?

Ecco, perdonatemi ma al di là di indubbi vantaggi donatici dalla tecnologia ve ne sono alcuni che davvero non sopporto.

Non starò qui ad elencare tutte le cose positive che esistevano prima.

Anche se a dirla tutta erano davvero parecchie…

Nonostante non avessimo telefonino.

Soprattutto perché non avevamo il telefonino.

Con gli amici comunque riuscivamo sempre ad incontrarci.

Bastava citofonare e la persona solitamente arrivava o salivi tu da lei/lui.

Questa non era la regola perché la norma prevedeva incontri, ad orari prestabiliti già all’alba dei tempi, ai quali tutti eravamo allineati.

Stessa cosa per il luogo prescelto degli incontri per tappe ed ad età prestabilite.

Se lontani la tecnologia Pre-internettiana prevedeva l’uso di splendidi telefoni a gettoni.

La poesia della cabina telefonica occupata…

L’attesa fuori che l’occupante finisse la telefonata, ad ogni ora del giorno o della notte, con ogni tipo di condizione meteorologica.

Ci fosse freddo, vento, gelo, gran caldo.

L’attesa valeva sempre la pena perché poi la cabina telefonica rappresentava sempre un riparo.

Si entrava con le tasche pesanti di monetine e gettoni tintinnanti, almeno prima della grande invenzione della scheda telefonica, e si usciva leggeri come l’aria.

Certo, non mancavano le scomodità.

Come quando si finivano i gettoni o come detto in tempi successivi la scheda.

Solitamente proprio nel momento clou della conversazione.

Ma indubbiamente anche questo aveva il proprio fascino, come il poter immaginare con la fantasia il proseguo della conversazione stessa, il che probabilmente spesso era anche la cosa migliore.

Esistevano poi le lettere e le cartoline e la gioia immensa di ricevere la visita del postino.

Ora si spera, almeno io lo spero, che il postino si dimentichi di noi il più possibile, avendo perlopiù con sé raccomandate o fatture scomode.

Per parlare esistevano anche metodi diretti.

Come?

Le chiacchierate Vis to vis erano un must.

Ma soprattutto, lasciatemelo dire, per la fortuna delle nostre mamme e nonne, beate donne, non esistevano le famigerate chat di WhatsApp!

Alzi la mano la mamma che avendo figli, dall’asilo in poi, non ha almeno una volta detestato il suono del messaggino in arrivo nella affollatissima chat delle mamme, piene di inutili messaggi ed informazioni.

Per ogni momento e per qualsiasi ragione arriva un messaggio.

Attenzione, mi spiego meglio, sono lieta di avere uno strumento che mi permetta di ricevere foto o informazioni importanti sulla mia pargola.

Ma…

Credetemi! E qualsiasi mamma me ne darà ragione, per la maggior parte delle informazioni che vengono condivise rimpiango il buon vecchio piccione viaggiatore.

Almeno ogni tanto non arrivava a destinazione, poteva anche fermarsi a mettere su famiglia con qualche brava picciona.

Per molti di questi messaggi avrei di certo evitato di avere informazioni praticamente superflue, inutili e che creano solo il pensiero triste rivolto a tutte quelle parole così martoriate in una semiotica ridondante e vana.

Son tutte belle le mamme del mondo e son belli anche tutti i bimbi del mondo.

Ma mentre lavoro o anche se sono semplicemente in relax ricevere messaggi continui del come dovrebbero mangiare i vostri bambini o dei loro movimenti intestinali o di qualsiasi altra informazione intima e privata… Francamente… Francamente me ne infischio!

Non solo, mi chiedo perché vi era un tempo nel quale ai genitori era permesso di mandare i figli a scuola e di affidarli agli insegnati, nel proseguo di una educazione nella quale il genitore metteva bocca il giusto e ora invece dobbiamo assumere il ruolo del Grande Inquisitore!

Nel benedetto gruppo ogni genitore è scienziato, letterato, artista, storico, sociologo e capace di giudicare l’operato dell’educatore e sopra tutto i suoi errori di insegnamento.

Colpevoli!

Secondo alcuni perché insegnano ai bambini con una visione troppo cattolica.

Per altri invece l’insegnamento è troppo ateo.

Per altri è troppo una via di mezzo.

E giù e giù, argomentazioni su argomentazioni, dibattiti, messaggi su messaggi di ciò che non ha il minimo interesse né pertinenza.

E giù, giù sproloqui su insegnati ed altri genitori.

E giù, e giù luoghi comuni, paure inesistenti e momenti da paladini contro le scorrettezze vere o presunte.

Per fortuna in questi gruppi esistono genitori, mamme in realtà, perché ora che ci rifletto i cari padri si defilano dall’ingrato compito tanto è vero che i gruppi sono sempre intitolati alle madri…

Ad esempio Gruppo Mamme elementari Pozza Buzzone, o Mamme dell’asilo Cinci Facini.

E i padri… padri dove siete?!?

Comunque dicevo che per fortuna esistono mamme sagge che tentano di parare colpo su colpo i vaneggiamenti fintamente ormonali della buona maggioranza del gruppo.

Solitamente le poverine desistono rifuggendo in degne ritirate e richiudendosi in dignitosi silenzi.

Ebbene sì, appartengo anche io alla categoria.

Ho subito messaggi su messaggi sino a quando non ho scoperto due funzionalità essenziali:

Messaggi silenziosi.

Cancellazione degli stessi in automatico.

Posso assicurarvi che ora che mantengo solo i messaggi con una certa rilevanza, il mio telefono ringrazia e si sente più leggero e felice.

Ma non posso fare a meno, perdonatemi la franchezza, di rimpiangere i bei tempi quando si poteva semplicemente evitare le riunioni di classe.

God Save La Tecnologia!

Riflessioni sui cartoni di mia figlia

Oggi guardavo, come tutti i giorni del resto, la varia sfilza di cartoni del mattino.

Ogni volta che li osservo però mille dubbi attanagliano la mia povera mente da adulta.

Non so quanti di voi abbiano avuto la fortuna di fare maratone di Bing, Pigiamini, Masha e Orso e Peppa Pig per dire alcuni dei cartoni in pole position per mia figlia.

Ora, al di là della mia assoluta astrazione dalla storia in sé stessa, in fondo ho avuto modo di approfondire in maniera ripetuta e costante ogni singolo istante di ogni singolo episodio di ogni singola serie, ciò che attrae la mia curiosità è che mi fa porre una domanda è la seguente:

Ma dove sono i genitori!?!

Non dico in Peppa dove la domanda fondamentale è:

Ma questi maialini, con forma indubbiamente fallica, che cosa hanno da ridere per ogni sciocchezza e soprattutto, perché per farlo si rotolano beatamente a terra?

E qui faccio una parentesi, ridere è la cosa più bella e sana del mondo, ma perché anche uno starnuto li butta piedi all’aria.

Inoltre cari genitori, avanti siate sinceri, non trovate che Peppa sia antipatica, presuntuosa e supponente, che in confronto Masha diventa un angioletto assoluto.

Non avreste voglia in certi momenti di avere una manina cartoon per non far mettere in moto quella simpatica boccuccia prepuziale?

Ma tornando a noi, i genitori, parliamone, chi sono i genitori di Bing?

Di certo non il coniglio nano, convivente, adulto ma più piccolo di svariati centimetri del coniglietto Bing, presentato fra l’altro come “bimbo” frequentante l’asilo, né uno degli altri animaletti nani adulti non adulti, tutori, conviventi o non si sa cosa diamine siano per i piccoli protagonisti.

Mi chiedo quindi, da dove sono nati Bing & Co., sono forse un esperimento genetico guidato da piccoli alieni replicanti che guidano le scelte dei prototipi stile per intenderci The Truman Show?

E Masha, parliamo di questa simpatica bimba che passa giornate e nottate intere in casa di quel povero santo Orso, personalmente non capisco dove siano, anche se il sospetto di una loro fuga per una vacanza a carattere perpetuo sfruttando il baby sitter più ovvio del mondo non mi risulta così lontano dalla realtà.

In fondo chi non lascerebbe la propria bimba con un orso, due lupi, un coniglio, un maialino ed animali vari?

In realtà sono loro le povere vittime del cartone, costretti a seguire le monellerie di questa simpatica e vulcanica bimba che non mostra di avere neanche un minimo di rispetto per gli animaletti-adulti che la circondano.

E che dire dei pigiamini, di giorno alunni modello, di notte paladini delle giustizia che risolvono vari problemi per far dormire sonni tranquilli alla città dove vivono.

Qui i quesiti sono due, oltre all’ovvio, dove sono i genitori di questi giovanni pulzelli che ogni notte girano senza controllo di un adulto per la città ficcandosi in ogni sorta di guazzabuglio creato dai loro storici nemici arrivati da non si sa meglio dove? E secondo quesito, ma quando dormono?

Chissà se un giorno qualcuno potrà svelare questi arcani alla mia povera mente di adulta ottusa…